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Le nuove sfide del Parlamento europeo

Le nuove sfide del Parlamento europeo” è il titolo dell’iniziativa sull’Europa che ha visto protagonista in neopresidente del Parlamento europeoDavid Sassoli, intervistato da Marco Damilano,in diretta dalla Festa Nazionale dell’Unità in corso a Ravenna.

 

Pensavano di dividere l’Europa ma non ci sono riusciti

“E’ necessario tornare indietro per capire quali sono le malattie che possono ancora avvelenare la nostra vita: solo qualche mese fa pensavano di dividere l’Europa ma non ci sono riusciti, per la responsabilità delle forze europeiste e del Partito Democratico. Sono stati messi in chiaro i processi politici che daranno risposte alle domande che le nuove generazioni affronteranno, come il clima ad esempio”, ha esordito il presidente tra gli applausi.

 

Europeismo è essere democratici all’interno di istituzioni comuni

Facendo un excursus degli ultimi mesi, Sassoliha sottolineato: “Il pericolo della rete sovranista che stava crescendo era reale, quanti chiedevano il referendum Europa sì o Europa no? Siamo riusciti a dividerli, non accettando il referendum. L’europeismo è il riconoscimento di poter svolgere la nostra vita democratica dentro istituzioni comuni“.

 

Dobbiamo ricostruire la casa europea non demolirla

“Noi dobbiamo avere grande pazienza, perchè la democrazia deve essere paziente. Abbiamo bisogno di questa casa, di ristrutturala e non di demolirla.C’è bisogno di far partire la legislatura. A settembre esamineremo in Parlamento la composizione della Commissione. Abbiamo bisogno di politiche di svolta, che in qualche modo lascino alle spalle un’Europa che non cresce. Abbiamo bisogno – ha aggiunto – di mettere coraggio in politiche di discontinuità. Questo sia per quanto riguarda la nuova guerra sui dazi che la questione sociale europea“.

 

Non vogliamo abbassare i livelli degli standard sociali europei

“Su questo a ottobre inizierà una durissima contrattazione con Consiglio e Commissione. Il Parlamento sarà protagonista, noi non vogliamo tagli indiscriminati, non vogliamo tagli alla contribuzione e soprattutto non vogliamo abbassare i livelli degli standard sociali europei. Noi ci presentiamo al mondo per proteggere le persone”.

 

Ci sono le basi per un manifesto per una nuova Europa

Parlando di una governance europea democratica, il presidente ha ricordato un commento recente di Romano Prodi ha detto: ‘Nel dialogo tra le forze politiche si sono messe le basi per un nuovo manifesto per una nuova Europa. Ursula von der Leyenha Presidente della Commissione Europea ha descritto una architettura della nuova Europa e nel suo discorso di insediamento hainserito tanti punti della nostra campagna elettorale. Questo punto di sintesi non può essere ignorato“.

 

Non ci sono questioni italiane che si possono affrontare senza l’Europa

“E’ importante sapere come ci guardano gli altri – ha detto Sassoli – questo è un tono di responsabilità. Non c’è nessuna questione italiana che può essere risolta solo in Italia. Sicurezza, energia, dazi, politiche internazionali. Non ci sono questioni che si possono affrontare senza l’Europa“, ha ribadito ancora.

 

La politica dell’immigrazione deve diventare politica europea

“Il nuovo governo dovrà affrontare la questione immigrazione. Sul decreto Sicurezza bis ci sono le osservazioni del Capo dello Stato ed è obbligatorio che il Parlamento italiano ne discuta. Per quanto riguarda l’atteggiamento dell’Italia, penso che si debbano fare tutti gli sforzi per far discutere e approvare la riforma del trattato di Dublino: chi arriva in Italia, Grecia, Malta, Cipro o Spagna arriva in Europa ed è l’Europa che se ne deve occupare. Fino adesso l ministro Salvini non ne ha discusso, non ha battuto i pugni sul tavolo a Bruxelles per far discutere questa riforma”.

 

Il nuovo governo accolga la proposta di Prodi: un ministero dell’immigrazione

“Mi auguro che il nuovo governo abbia come priorità una nuova politica per gestire l’immigrazione“. SecondoSassoli è positiva la proposta di Romano Prodi di un ministero dell’Immigrazione “perchè l’immigrazione non è soltanto ordine pubblico, è una grande questione globale e l’Europa si troverà ad affrontarla nei prossimi anni con dimensioni inedite. Abbiamo bisogno – conclude – di una politica dell’immigrazione non soltanto di una politica di sicurezza, senza confondere i temi”.

 

Chi ha paura del dibattito? , è l’ultima domanda di Damilano al Presidente. “Chi è povero di idee”, ha risposto Sassoli. “E’ facile tornare al conflitto, che nasce quando si scaricano le responsabilità e il conflitto può diventare in tragedia. Il nazionalismo è un demone che ti fa credere di essere migliore degli altri ma si combatte guardando lontano e dandosi degli obiettivi: se avremo una Italia forte l’Europa sarà un attore e umanizzerà i processi di globalizzazione”.

 

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