L’economia circolare non è un aspetto tecnico di un capitolo di programma dedicato all’ambiente ma un vero proprio sistema economico pianificato, perno centrale di una idea di sviluppo improntata alla qualità e alla sostenibilità.

Finora l’economia ha funzionato sul modello “produzione, consumo e smaltimento” dove ogni prodotto era destinato ad arrivare a fine vita.

 

L’economia circolare, di contro, sostituisce questo percorso lineare, con un percorso diverso che ha quali riferimenti produttivi la produzione, il riutilizzo, l’aggiustamento, il rinnovo e il riciclo ed il rifiuto non sarà più tale perché destinato a trasformarsi di nuovo in materia.

A tutto vantaggio anche dell’efficienza energetica e della riduzione delle emissioni inquinanti in atmosfera.

 

Se ne è parlato il 30 agosto alla Festa nazionale dell’Unità a Ravenna in un confronto tra organizzazioni ed imprese moderato da Marco Ciarafoni. Erano presenti all’iniziativa Ermete Realacci, presidente di Symbola, Monica Frassoni, co-presidente dei Verdi Europei, Chicco Testa presidente Fise-Assoambiente, Andrea Bianchi, direttore politiche industriali di Confindustria, Nicola Semeraro presidente Consorzio RiLegno e Marcello Rosetti presidente Cisambiente.