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L’Italia è ferma, le imprese fuggono. Un piano per salvarla

L’economia è stata al centro del dibattito ospitato alla Festa nazionale dell’Unità a Ravenna:L’Italia è ferma, le imprese fuggono. Un piano per salvarla“, con dei rappresentati d’eccezione del mondo dell’imprenditoria.

 

Hanno partecipato Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria dal2016,Michele De Pascale, Sindaco di Ravenna,Mauro Lusetti, Presidente di Legacoop Nazionale,Donatella Prampolini,vicepresidente nazionale di Confcommercio,Sergio Silvestrini,Segretario Generale CNA, moderati da Sarah Varetto.

 

Alla luce della giornata politica e della formazione del nuovo Governo, gli ospiti si sono espressi sulla bozza di programma presentata, e sulle priorità dal punto di vista economico, necessarie per risanare il nostro Paese.

 

Lusetti: “C’è il grande tema dell’Iva che deve essere regolato, quello dell‘economia sostenibile, quello del welfare e il tema di recupero delle aziende in crisi. L’Europa sta facendo fatica a riprendersi economicamente, compresi i Paesi guida, con effetti pericolosi il nostro Paese, per questo il nuovo governo deve partire rapidamente per farci da paracadute“.

 

Prampolini: “Le cose da fare sono tante, disinnescare le clausole di salvaguardia ad esempio è fondamentale. Anche la revisione delle aliquote Irpef, per far ripartire l’economia ferma da tempo e far crescere i consumi che sono in flessione. Fondamentale quindi lavorare sulla pressione fiscale,sul tema del salario minimo che va inserito in un contesto di maggiore tutela dei Contratti Collettivi, dando priorità a tutele come maternità e welfare”.

 

Boccia: “Necessario soffermarsi su una revisione del cuneo fiscale, la riduzione delle tasse sui salari, sulle infrastrutture e sulle criticità del salario minimo, altrimentisi rischia che si abbassino i salari indebolendo i corpi intermedi: dobbiamo quindi capire che tipo di platea abbiamo davanti quando parliamo di salari. Inoltre, l’idea di un confronto tra chi rappresenta le imprese e i lavoratori è fondamentale. Il lavoro insomma deve stare al centro dell’agenda politica del nuovo Governo, come recita il primo articolo della Costituzione: la nostra è una Repubblica fondata sul lavoro”.

 

Silvestrini: “Primo punto importante per il nuovo Governo, dovrebbe essere quello direcuperare credibilità rispetto agli impegni assunti. La sfida economica che abbiamo davanti più è la più grande da quella del dopo guerra. Dobbiamo ricostruire un senso collettivo, siamo un popolo frantumato senza più identità e una propulsione modesta all’investimento. Dobbiamo dare sicurezza agli italiani, perchè se non siamo consapevoli delle nostre potenzialità non possiamo sfruttarle. Il nuovo Governo dovrà dare certezza e possibilità di programmazione economica per le imprese.

 

De Pascale: “Quello che si farà in Europa per l’economia è fondamentale per il nostro Paese, ma non possiamo sperare che risolveranno problemi degli italiani. Le convocazioni a raffica del governo precedente senza risultato sono state deleterie. Il nuovo governo nel programma ha dei punti chiari in questo senso. Alcune misure precedenti hanno mischiato erroneamente il cuneo fiscale e il reddito di cittadinanza confondendo le politiche attive per il lavoro con quelle per la povertà. Bisognerà valorizzare le potenzialità possibili, ad esempio abbiamo una serie di cantieri a Ravenna realizzabili. Abbiamo grandi filiere industriali come la chimica e il tema dello sviluppo sostenibile da incentivare. Il novo governo dovrà concentrarsi per risolvere questi nodi e con l’aiuto del mondo del lavoro e dell’impresa si potrà ripartire“.

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