Foto di Andrea Draghetti

“La legge sulle unioni civili ha riportato il nostro paese al presente dopo tanti anni di Medioevo”. Così Micaela Campana, responsabile Welfare PD ha aperto il suo intervento nel dibattito “Unioni civili, finalmente realtà” sul palco centrale della Festa de l’Unità di Catania. Con lei anche il senatore Sergio Lo Giudice, e il direttore dell’Unar Francesco Spano.

 

“Molte persone ora non ci sono più, una generazione che ha combattutto per i propri diritti non è riuscita a vedere realizzato il loro sogno – ha continuato Campana. Questa buona legge è anche per loro. Sì è una buona legge che riguarda i diritti e i doveri delle persone dentro un quadro di regole condivise dove uno Stato finalmente esiste. Una legge che amplia i diritti a chi non li aveva e non li toglie a nessuno. Una scelta coraggiosa fatta in prossimità delle elezioni amministrative dove in molti ci dicevano che non sarebbe stato il momento giusto in funzione dei voti.

 

Una legge per fa l’Italia un paese un po’ più giusto. Abbiamo lasciato per strada qualche punto importante su cui ci siamo battuti (ad esempio sulla stepchild adoption e sulla genitorialità) ma nonostante il problema dei voltafaccia al Parlamento rivendichiamo il coraggio con cui il PD ha fatto in modo che oggi esista una legge che tutela molte persone, una legge che non c’era. Ma non ci arrendiamo. Non è una riforma che riguarda solo le coppie omosessuali ma che tutela a tutte le convivenze. Il silenzio sui diritti – non solo sulle unioni civili – oggi è finito e questo è merito del PD e della sua voglia di cambiare l’Italia.

 

Per Franco Spano, direttore dell’UNAR (ufficio antidiscriminazioni razziali della presidenza del Consiglio dei ministri), “ancora oggi si sente parlare di pregiudizio razziale, religioso, se questo è rom o no, se è diverso da noi. Non è un preconcetto, è un concetto, un concetto sbagliato. Sono contento di quanto è stato fatto: il PD ha fatto la scelta che guarda il progresso, che guarda al futuro. È partita una marcia per i diritti. Oggi tu puoi vivere la tua relazione nella legge e alla luce del giorno e questo significa aver posto la comunità sui principi di legalità e giustizia e solidarietà”.

 

“È una questione di visibilità” ha spiegato il senatore Sergio Lo Giudice. “Con questa legge molte persone escono dall’ombra. E non è stato un processo naturale che è nato da spontaneamente ma il frutto della lotta e dell’impegno di tanti uomini e donne di diverse generazioni. Io mi sono sposato in Norvegia con il mio compagno e grazie alla fecondazione eterologa abbiamo un figlio. Questo non è ancora possibile in Italia per i pregiudizi e la grande confusione demagogica che è stata creata sulla stepchild adoption con l’uso di termini a dir poco volgari come utero in affitto”. Il pensiero che un bambino che vive con due gay abbia più propensione a diventarlo è assolutamente sbagliato e gli studi fatti ormai smentiscono questa discriminazione culturale sui ruoli di genere.

 

“Io sono convinta che gli italiani spesso sono molto più avanti delle discussioni politiche” ha dichiarato Micaela Campana. “Si è voluto creare molta confusione attorno ai temi come quello delle adozioni sapendo, però, che questa legge non avrebbe mai cambiato la legge 40. La strada verso la consapevolezza è ancora lunga ma ripeto che trovo questa legge sulle unioni buona, la migliore norma che si trova in Europa che mette sullo stesso piano le coppie eterosessuali e quelle omosessuali”.