Foto Silvio Garbini

“Il rischio è sprecare energia, è la cosa più sbagliata. Si può discutere di non fare più impianti ma dove ci sono impianti io credo che sia giusto continuare a tenerli in funzione”. Matteo Renzi, di ritorno dal viaggio negli Stati Uniti, interviene a Classe Democratica, aprendo al ‘botta e risposta’ coi ragazzi sui temi di attualità. Sul fronte energetico, sottolinea il premier,  “l’Italia è leader nel mondo”. Quanto al peso delle energie rinnovabili, “dal 33 per cento si può portare un po’ più su, lo faremo ma non in modo tale da sostituire gas e petrolio, dato per scontato che noi il nucleare non lo abbiamo e il carbone è il nostro nemico ed infatti Enel ha chiuso 3 centrali a carbone senza licenziare nessuno”. L’esortazione agli studenti è di studiare, “non credere alle frasi fatte”.

 

“Noi sulla scuola siamo indietro, perché sulla legge sulla scuola bisogna fare di più e meglio e una delle cose da fare è l’insegnamento dell’italiano all’estero”, ha precisato Renzi. “Smettiamola poi con la retorica dei cervelli in fuga – ha aggiunto – Noi non siamo dei fegati rimasti indietro, il mondo globale chiama alla interconnessione, dobbiamo uscire dalla cultura in cui la globalizzazione e’ un grande pericolo, chi se ne va insegue un sogno, l’importante che l’Italia si un paese che sulla ricerca investe di più”.

 

“Dobbiamo fare un elenco sugli investimenti sulla cultura che oggi si fanno, non c’è discussione. Abbiamo messo 1 mld sui beni culturali, facciamo un elenco delle cose rimaste appese, opere grandi ma anche piccole, e stavolta si fanno. Una delle cose che fanno grandi la sinistra è che noi dobbiamo essere quelli che investono meglio sui Beni Culturali”.

 

“Noi che saremmo di sinistra sappiamo che non bisogna essere keynesiani per dire che senza investimenti non c’è futuro”, ha detto Renzi, ricordando che in passato la crisi è stata aggravata dal dimezzamento degli investimenti pubblici, passati da 40 miliardi a 20 miliardi, “un punto di Pil bloccato”.

“Quando in un Paese c’è la disoccupazione giovanile al 39 per cento, vuol dire che abbiamo bisogno di creare lavoro. In questo Paese si è detto che c’era un disegno squallido contro i lavoratori, ma io penso che in questo Paese abbiano fatto più alcuni imprenditori che certi sindacalisti”.

“Io difendo Marchionne. La Chrysler era finita. Obama ci ha messo i soldi, Marchionne li ha presi, ha rimesso in moto la Chrysler, oggi le jeep vengono fatte in Basilicata, è una cosa che mi fa impazzire”, “per me è di sinistra chi crea lavoro, non sto dicendo il ‘compagno Marchionne’ – ha aggiunto – ma il punto chiave è che se tu vuoi un Paese in cui ci siano fabbriche, devi avere imprenditori che ci credono, atteggiamento questo che la sinistra per molto tempo ha respinto”.

 

“In Ue la direzione della politica economica è sbagliata. Prima nessuno in Italia l’ha detto con questa forza, l’Italia era sotto schiaffo. Ma se non capiamo che l’Ue ha bisogno dell’Italia avremo gli stessi identici, clamorosi errori dell’Ue come quelli in politica economica. Se c’è solo austerity l’Ue smette di crescere e aumentano le disuguaglianze”, “noi portiamo queste tematiche dentro il Pse che in questi anni si è preso un po’ di riposo su questi temi mentre il Pse deve tonare ad essere la casa di questi temi”.

 

“Il passettino in avanti fatto in Libia è tanta roba, per mesi ci hanno fatto credere che dovevamo bombardare in Libia, una follia, noi abbiamo tenuto dritta la barra e oggi il tentativo delle Nazioni Unite di creare un governo ha fatto un passettino in avanti”.

 

L’obiettivo degli attacchi al Pd “non è il referendum sulle trivelle e nemmeno le amministrative, c’è un elemento di snodo: se il 12-13 la Camera approverà in sesta lettura la riforma costituzionale e ad ottobre passerà il referendum, la Santa Alleanza di quelli contro di noi e contro cambiamento sarà spazzata via, quindi loro attaccano alzo zero contro di noi, facendo credere che siamo tutti uguali, perché si rendono conto che è l’ultima occasione che hanno, stanno attaccati allo scoglio per paura di essere spazzati via”.

 

“Non siamo una Spa, il nostro simbolo non è proprietà di un commercialista: chi ruba va a casa, anzi in carcere, ma chi attacca la comunità del Pd, chi scrive ‘tutti collusi, complici e con le mani sporche di petrolio’ ne risponderà nelle sedi opportune “. “Il tesoriere del Pd ha querelato Beppe Grillo. Abbiamo detto che ogni tipo di soldi che dovessero arrivare non sarà per le casse del partito centrale, ma sarà per i militanti, quelli che fanno le feste dell’Unità, i volontari, che non si meritano di sentirsi dire che stanno in un partito di disonesti”.

 

Nei saluti, il segretario e premier ricorda Fabrizio Forquet, e sottolinea che “se siamo umani non smettiamo di cercare la verità per Giulio Regeni“, e fa un augurio agli studenti: “che vi rimanga la voglia di essere curiosi,e di sentirvi parte di una comunità”.