migranti UE

Di recente abbiamo sentito da un parlamentare italiano eletto nella circoscrizione Sud America una presa di posizione violenta, discriminatoria e demagogica, contro l’approvazione alla Camera dei Deputati delle proposte di modifica della legge di cittadinanza. Quello che molti di noi vedono come una conquista di civiltà e di umanità (anche se tardiva) del nostro paese, altri la usano in modo superficiale per farsi un “posticino” a destra dello scacchiere politico italiano.

 

Il testo approvato prevede l’estensione dei casi di acquisizione della cittadinanza per nascita (ius soli) e l’introduzione di una nuova forma di acquisizione della cittadinanza a seguito di un percorso scolastico (ius culturae).
In realtà, dalla nostra prospettiva (in quanto viviamo in un Paese –come l’Argentina– la cui identità nazionale é proprio la sintesi di diverse identità culturali prodotto delle migrazioni, e la presenza italiana è fondamentale in questa formazione), ribadiamo che grazie allo ius soli le nostre famiglie, sia i discendenti che gli stessi oriundi, sono riusciti ad integrarsi in questa società, senza maggiori crisi identitarie.

 

È evidente che la normativa italiana sulla cittadinanza è vetusta e inadeguata non solo rispetto alle problematiche che pongono gli immigrati in Italia, ma anche rispetto agli italiani residenti all’estero. Ma crediamo che non c’è contrapposizione tra lo ius sanguinis e ius soli; sono complementari, due facce della stessa moneta.

 

È chiaro che come italiani residenti all’estero ci sono ancora questioni come la trasmissione per via materna della cittadinanza o il recupero della cittadinanza italiana per chi é nato in Italia, che debbono essere affrontate, ma la questione dei figli di immigrati merita tutto il nostro appoggio e solidarietà.
Le quotidiane prese di posizione contro gli immigrati confermano che il nostro Paese, l’Italia, soffre inoltre di una profonda crisi morale, che non risolverà trovando nell’immigrato il capro espiatorio.

 

Crediamo che l’ascesa di questi atteggiamenti razzisti sia stata facilitata anche dalla mancanza di argomenti, sia culturali che politici, dell’opposizione, che prova a sedurre l’opinione pubblica salendo sull’onda di negare la ricchezza del multiculturalismo e puntando sull’immigrato come se fosse la causa dei mali della nostra società.

 

Infatti, non sono gli immigrati che negli ultimi anni hanno provocato la crescita delle diseguaglianze nel nostro Paese. E non è colpa loro se migliaia di italiani, spesso laureati, decidono lasciare l’Italia per andare all’estero a cercar fortuna, scappando da un sistema che non offre opportunità.

 

Ribadiamo che l’impegno di difendere i nostri diritti e interessi come italiani residenti all’estero non può essere sostenuto in contrapposizione al diritto all’inclusione, all’educazione, al lavoro, alla dignità, alla vita che molti immigrati cercano in Italia, come cercavano i nostri avi scappando dalle guerre, dalla miseria, in tanti paesi del mondo.

 

La Memoria è uno degli aspetti fondamentali dell’identità culturale e umana di un popolo ed è una costruzione permanente. Non buttiamola via con semplificazioni opportunistiche.

Circolo PD Buenos Aires