monica cirinnà
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Il profilo Vanitosa95 le augura il cancro e lei, Monica Cirinnà, 56 anni, le risponde dicendo «la verità, l’unico antidoto al vero male di questo Paese che è la solitudine». Esattamente, nella risposta, la senatrice Pd scrive: «Grazie, ma sono stata operata già due volte alla mammella e sono ancora qui, conosco il dolore e la paura di morire. Piuttosto lei rifletta su quanto odio ha dentro di sé, quello sì che può farle del male».

Gli insulti le arrivano per il tweet contro «l’onore della caccia»: è allora che la sua bacheca si riempie di macabri auspici. «Ti auguro un carcinoma polmonare che ti maciulli», scrive Vanitosa95.

Ci racconta la «verità»?

«Il 28 aprile 2010 sono stata operata per la seconda volta alla mammella. Una ricaduta, la prima era stata nel 2005».

Ormai ne è fuori?

«Mi considerano fuori pericolo. Ma faccio regolarmente ecografie e mammografie: in quei giorni ho un po’ d’ansia, penso “non c’è due senza tre”. Mia madre è morta, tre mesi fa, di cancro al pancreas: è anche per questo che l’odio social mi ha fatto male».

Come scoprì il tumore?

«A 4o anni, la prima mammografia di controllo. Un bravo ginecologo mi disse “vedo un puntino”. Il primo verdetto è stato terrificante: carcinoma intraduttale atipico. Ricordo come fosse adesso che ci siamo abbracciati forte forte con mio marito – Esterino Montino, sindaco Pd di Fiumicino – e lui mi ha detto: “Non puoi morire proprio ora”. Siamo andati a Milano da Umberto Veronesi e lui mi disse “puoi morire ma puoi anche farcela”. Poi l’operazione: una quadrantectomia. Ed eccomi qui».

Però c’è stato pure un secondo intervento.

«A Roma Veronesi mi ha mandato dal professor Raffaele Leuzzi che nove anni fa mi disse “Monicuccia, non rischiamo perché poi è un attimo”. Stavolta mi sono operata in una struttura pubblica, al San Filippo Neri. Ed è andata bene, ovviamente la mia mammella è un po’ tagliuzzata ma loro sono stati rispettosi anche dell’estetica».

Che ricordo ha di quel periodo?

«Le cure ti fanno capire quanto sei fragile. I capelli non li ho persi ma quando non ti reggi in piedi e sei verde in faccia, è dura. Però ho mio marito che è la mia vita, è il mio tutto. Mi sono aggrappata all’amore. Oggi penso che sia giusto dare speranza e raccontarmi senza vergogna».

E lo ha fatto con un tweet.

«Mi dicono tutti di non replicare agli attacchi social. Ma non va bene: se tieni tutto coperto loro continuano a vivere del loro odio. Se rispondi, invece, tanta gente ragiona. Certo, il fatto che non chiudano questi profili è grave. Questa che ha insultato me è segnalata da mesi. Ma Twitter non la chiude. Dà da riflettere».

Portano click, questo dice?

«È proprio così. Chi produce tanti like è sempre lì. E io ho deciso di rispondere a tono. Chi ha avuto il cancro, se guarisce, è più forte perché ha già sfidato la morte. Per me è stato come rinascere a una seconda vita, anzi sono rinata tre volte. E paura, adesso, non ne ho più»