“Chi aveva la guida del Pd nel 2018 dovrebbe ricordare bene in quale stato versava il Pd allora: sconfitto, fuori dall’asse politico del paese, privo di alleati e di sbocchi. E dovrebbe apprezzare i risultati che Zingaretti ha ottenuto in questi anni, e che lo ha fatto con un forte spirito unitario”.

Così Nicola Oddati, coordinatore della segreteria, su Il Manifesto. “Tutti abbiamo lavorato per un Conte ter poi abbiamo accolto l’appello del Capo dello Stato per un governo istituzionale. Forse qualcuno non era d’accordo e non lo ha detto. Diciamo che chi sta nel Pd dovrebbe sapere che le responsabilità della crisi e del suo esito sono tutte in capo a Italia Viva, che aveva l’obiettivo dichiarato di mettere in crisi l’alleanza giallorossa e danneggiare il nostro partito. Questi sono i fatti, incontrovertibili. Quanto al futuro di Conte, potrà svolgere un ruolo nella futura coalizione, ma dentro il M5S. Conte non è un tema del Pd, è però un premier che ha costruito, lavorando con noi, un patrimonio di consenso nell’opinione pubblica.”

Zingaretti ha guidato il Pd con forte tensione unitaria, ma questo deve valere per tutti. Ora serve un confronto senza ipocrisie. Abbiamo fatto molto bene a consolidare l’alleanza con Leu e 5 stelle anche durante la nascita del governo Draghi: questo ha impedito uno slittamento a destra della maggioranza. Non vedo realisticamente alternative all’alleanza che ha sostenuto il Conte 2 e che ha ottenuto risultati importanti.”

“Bisogna approfittare di questa temporanea cessione di sovranità che riguarda tutti i partiti per mettere a fuoco il nostro ruolo in questa nuova fase.”

“C’è una solida maggioranza intorno a Zingaretti. Nicola ha sempre avuto una forte tensione unitaria, ha evitato che il PD sbandasse, ma la tensione unitaria deve essere di tutti, non può diventare una fatica di Sisifo, chi non la condivide lo dica a viso aperto”.