Oddati sulle elezioni regionali in Toscana “Il mio invito alla segreteria regionale è a ritrovare l’unità e ad evitare veti e personalizzazioni. La vittoria in Toscana è stata bella ed entusiasmante, non possiamo sciuparla con polemiche sterili. E questo vale per per tutti. Mentre dell’assessore che Giani chiede, se ne occuperà il gruppo del Pd in accordo col presidente. Dobbiamo farci carico delle esigenze di governo, così come Giani deve contribuire ad un clima positivo e unitario nel partito».

In merito alle suppletive a Siena per la Camera, Oddati continua “Sul collegio sarà giustamente ascoltato il partito del territorio e regionale. Se c’è un’alleanza naturalmente è meglio. Il voto maggioritario vuol dire che si vince con un solo voto più degli altri e bisogna sempre fare attenzione. Decideremo insieme, con rispetto di tutti e per il meglio, come è nello stile che ha sempre avuto Zingaretti”.

“Renzi ha fatto una scissione parlamentare ed è definitivamente fuori dal Pd. Penso anzi che lo abbia fatto esattamente per danneggiare il Pd, tutto il Pd. Penso che l’unità reale, non di facciata, è un valore non solo politico, ma elettorale; di guardare avanti, di lavorare come ha detto Zingaretti alla rigenerazione del Pd. Abbiamo una legge elettorale con una componente maggioritaria, e che senza alleanze, nazionali e locali, non si vince. Per me la vocazione maggioritaria è l’ambizione di rappresentare una parte ampia della società, non un’astratta quanto velleitaria idea di autosufficienza elettorale”.

Nicola Oddati, Coordinatore della Segreteria, in una intervista alla Nazione, prosegue parlando degli amministratori locali “Abbiamo la fortuna di avere un segretario che è anche un amministratore. Nel 2018, mentre perdevamo praticamente in tutta Italia, lui vinceva le elezioni nel Lazio. Lo dico perché penso che tutti gli eletti, presidente di regioni e sindaci, sono una risorsa. Mi pare che tutti loro chiedono a Zingaretti di avere più coraggio e maggiore libertà verso le aree politiche. Sarei per prenderli in parola. Ci aiutino ad aprire il Pd e a renderlo più forte”.

Su Conte prosegue “Abbiamo sostenuto tutti lealmente Conte perché era il nostro governo, con i nostri ministri, con i nostri sottosegretari. Perché è stato un governo che ha affrontato la pandemia, sostenuto il Paese nell’ora più buia, conquistato il recovery pian. Siamo andati da Mattarella con un mandato unitario e unanime della Direzione. Sfido chiunque a dire il contrario. Tanto è vero che abbiamo accolto l’indicazione e la richiesta del Presidente della Repubblica e sosteniamo lealmente e con le nostre idee il presidente Draghi. Sul taglio dei parlamentari c’è da dire che in quelle ore la spinta ad accogliere ogni richiesta pur di far nascere il governo Conte, veniva innanzitutto dai gruppi parlamentari. Infine sulle alleanze locali, decideremo tutti insieme con i territori”.

“Non avere una rappresentanza di genere nella nostra delegazione ministeriale è un vulnus serio, figlio di un sistema correntizio e di luoghi della politica tutti maschili. Sarebbe ingiusto non dire che in questi due anni nel partito si è praticato la parità di genere, anche nei ruoli chiave. Ma è chiaro che bisogna fare di più. Dobbiamo fare una battaglia su questo, donne e soprattutto noi uomini”.

E sul Congresso chiude così “Si farà tra due settimane l’assemblea nazionale e decideremo cosa fare. C’è un gruppo dirigente legittimato e che ha dimostrato di saper affrontare fasi e momenti difficili. Se qualcuno ha opinioni differenti, lo dica. Certo c’è bisogno di una discussione seria, rigorosa, approfondita. C’è bisogno di un grande dibattito, libero e chiaro. Ha da passa a nuttate, diceva il grande Eduardo alla fine di Napoli milionaria...”