Riconoscere la cittadinanza a bambine, bambini e adolescenti figli di stranieri che sono nati o cresciuti in Italia e che sono già italiani a tutti gli effetti dovrebbe essere un’ovvietà.

E invece è un tema al centro della polemica politica. L’unico motivo è che ogni argomento che riguardi direttamente o indirettamente l’immigrazione diventa merce elettoralistica.
Anche quando si parla di ragazze e ragazzi che condividono l’esistenza quotidiana, le aspirazioni, la lingua, le abitudini e i sogni con i loro coetanei figli di italiani.

Bisogna ribellarsi a questa logica. Affermare un punto di vista chiaro, un’idea avanzata di società e agire concretamente per realizzarli.
Abbiamo il dovere di farlo sia perché è giusto, e già questo sarebbe sufficiente, sia perché è utile dal punto di vista razionale.

Una nuova legge sulla cittadinza è non è infatti più rimandabile. Quella attuale è una legge vecchia di 30 anni. Non funziona ed è ampiamente superata. Se non altro perché la situazione reale si è modificata completamente. Lo dobbiamo a loro e lo dobbiamo a tutti. Perché non può essere lo Stato, che dovrebbe garantire e promuovere l’uguaglianza, a creare disuguaglianze tra eguali.

Inclusione e integrazione sono il contrario di esclusione e marginalità. Chi vuole escludere e marginalizzare vuole solo creare conflitti su cui intende speculare politicamente o economicamente.

Si tratta semplicemente di stabilire regole più razionali e giuste che facciano coincidere la realtà con le leggi del Stato.

Già qualche anno fa ci abbiamo provato. Eravamo arrivati vicini al risultato ma ci siamo fermati un metro prima del traguardo.

Non dobbiamo nasconderci che ora sarà più difficile di prima. Ma questo ci deve spingere a essere ancora più determinati. Seguire la via parlamentare già tracciata partendo dalle proposte depositate, costruire il consenso all’interno della scorsa maggioranza e provare ad andare oltre, coinvolgere le straordinarie energie del mondo dell’Associazionismo, farne una grande campagna politica nazionale. Questa è la strada da percorrere nei prossimi mesi. Senza dimenticare una cosa fondamentale. Tutto questo si deve fare con il protagonismo attivo delle giovani e dei giovani italiani che vivono sulla propria pelle questa situazione. Tra di loro c’è tutta la forza, la consapevolezza e la determinazione necessarie.

Il 2020 è stato l’anno in cui abbiamo ottenuto due risultati molto significativi.
Abbiamo varato una Regolarizzazione che ha coinvolto più di 200.000 persone, che così possono entrare in un circuito di legalità. E abbiamo approvato il nuovo Decreto Immigrazione, che non ha solo cancellato i vergognosi Decreti di Salvini sul tema migratorio, ma ha introdotto anche molte innovazioni importanti che non avevano mai visto la luce in Italia.

Il 2021 dev’essere l’anno della nuova Legge sulla Cittadinanza. Su questo ci sarà un impegno straordinario del Partito Democratico. Ci faremo guidare dai nostri valori e dalla nostra idea di una società più giusta.

Firmatari:
• Matteo Mauri
• Massimo Bettin (Direzione nazionale)
• Alessandro Bisato (Direzione nazionale)
• Micaela Campana (Parlamentare)
• Carla Cantone (Parlamentare)
• Elena Carnevali (Parlamentare)
• Francesco Cerasani (Direzione nazionale)
• Umberto Del Basso De Caro (Parlamentare)
• Giagà Leyla (Parlamentare)
• Giovanni Lattanzi (Direzione nazionale)
• Irene Manzi (Direzione nazionale)
• Antonio Marciano (Direzione nazionale)
• Tommado Nannicini (Parlamentare)
• Nicola Pellicani (Parlamentare)
• Luciano Pizzetti (Parlamentare)
• Roberto Rampi (Parlamentare)
• Toni Ricciardi (Direzione nazionale)
• Luca Sani (Parlamentare)
• Cristina Tajani (Direzione nazionale)
• Diego Zardini (Parlamentare)