Sintesi dell’intervista di Daniela Preziosi su Domani

“Il Jobs act non è stato solo l’abolizione dell’articolo 18, è stata l’ultima grande scommessa liberista sul mercato del lavoro di una serie che inizia negli anni Novanta, e a cui la sinistra ha partecipato. La scommessa era già persa pochi anni dopo l’approvazione, tant’è che al congresso del 2017 in cui mi candidai segretario si poneva già il suo ripensamento. Ripristinare l’articolo 18 così come era sarebbe forse anacronistico, ma è comunque necessario intervenire perché diverse sentenze della Consulta hanno messo in luce le gravi incongruenze del Jobs act”, inizia così il ministro Orlando la sua intervista al Domani.
Continua con un passaggio sul Terzo Polo: “Il terzo polo si caratterizza per gli attacchi contro il centrosinistra. Il sospetto è che si candidi a fare la mosca cocchiera del centrodestra, in caso di vittoria, come elemento di garanzia sul fronte dell’europeismo e dell’affidabilità atlantica”.
Sul tema del lavoro e del salario minimo: “Il tema dei salari non si risolve nel cuneo fiscale, uno strumento da accompagnare ad altri, quali contratti di qualità diversa, salario minimo. Per l’operaio, l’impiegato, l’insegnante la parola d’ordine è una politica di sostegno ai salari. Se vincerà la destra non se ne fa nulla. Meloni ha definito il salario minimo uno specchietto per le allodole. È stata chiara”. E sui 5Stelle aggiunge: “E’ positivo che si scoprano di sinistra, ma per anni hanno teorizzato di non essere né di destra né di sinistra. E hanno sostenuto alcune battaglie di destra”.
Il Ministro poi spiega: “In un’economia di mercato non si riesce a impedire le chiusure o le rilocalizzazioni. Serve rendere più selettivi gli interventi sulle politiche industriali. E fare in modo che la dismissione non coincida con la deindustrializzazione”.
Orlando chiude: “La legge elettorale è fatta apposta per produrre polarizzazione. Nei collegi uninominali vince chi arriva primo, il secondo e il terzo non hanno neanche un premio di consolazione. Quindi il modo migliore per aprire un qualsiasi dialogo sul futuro è fermare la destra, e per farlo bisogna votare il candidato del Pd”.

Intervista integrale sul Domani