Sintesi dell’articolo di Valeria Valente su Il Dubbio

 

“Credo che Giorgia Meloni sappia bene di avere una questione aperta con l’elettorato femminile, tanto è vero che proprio secondo i sondaggi FdI raccoglie più il voto degli uomini che quello delle donne. In questo momento della campagna elettorale la leader di FdI è impegnata a mostrarsi per ciò che non è mai stata. Cerca di rassicurare le cancellerie internazionali sulla futura collocazione saldamente euro atlantica dell’Italia, tenta di smarcarsi dalle radici stataliste della sua Fiamma tricolore, annunciando che varerà una finanziaria rispettosa dei vincoli europei e cerca di accreditarsi come più avanti delle femministe”. (…) Inizia così Valeria Valente, il suo articolo su Il Dubbio.

“Forse a Giorgia Meloni, donna di sicura intelligenza, andrebbe consigliata più cautela e meno spregiudicatezza. Così come forse ogni tanto le andrebbe ricordato a proposito delle donne di sinistra che, se è arrivata lì dove è oggi, è anche grazie a chi questi spazi in passato li ha pretesi, oltre che per se stessa, per tutte le donne di quel tempo e per quelle che sarebbero venute dopo. Battaglie i cui risultati oggi diamo per scontati, ma che senza quei movimenti non lo sarebbero stati: il diritto di voto, il diritto a sposare chi vogliamo o a non sposarci affatto, il diritto di disporre del nostro corpo e anche di non fare figli se questo è il nostro desiderio, il diritto di diventare magistrate, avvocate, scienziate, astronaute. Diritti che non solo non sono stati una concessione, ma che soprattutto non possono essere considerati come acquisiti per sempre. Per questo noi donne di sinistra ci saremo”. (…)

La Presidente della commissione d’inchiesta del Senato su femminicidio e violenza di genere spiega: “Il punto poi non è arrivare ai vertici secondo modelli e regole di ingaggio costruite dagli uomini per gli uomini. La vera sfida è farlo affermando un modello differente di leadership, di gestione del potere, di politica, che parta dal nostro modo diverso di stare e di guardare al mondo, con un’umanità, una modalità di relazione, un’idea di società differenti, ponendo al centro dell’agire politico il concetto di cura, perché la politica per noi serve anche a questo, a prendersi cura di chi non ce la fa e di chi rischia di restare indietro”. (…)

Valeria Valente chiude: “Non vogliamo che le donne debbano essere costrette a fare i salti mortali, ma che sia normale per una donna nella sua interezza arrivare dove vuole. Per questo nel programma del Pd la prima priorità è l’occupazione femminile, che rende le donne autonome, più forti, libere dalla violenza e di scegliere la propria vita. Del resto forse qualche sospetto dovrebbe destarlo una leader che rivendica il suo essere un’eccezione in quanto donna e che pur avendo portato (secondo i sondaggi) il suo partito dal 3 al 24%, lo ha fatto lasciando intatta cultura e classe dirigente. Maschile e maschilista”.

 

Articolo integrale su Il Dubbio