Emanuele Fiano, Giorgio Gori candidato
Emanuele Fiano (Foto di Alessandro Paris / Imagoeconomica)

È stato il deputato pd Emanuele Fiano a chiedere di sospendere i lavori della Camera, chiamata ad analizzare il decreto legge sulla sospensione dei termini processuali a Bari, finché il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, non fosse andato in aula a chiarire quanto raccontato da Repubblica.

Onorevole Fiano, gli uffici giudiziari di Bari rischiano di finire in un edificio di proprietà di un imprenditore che prestava soldi al clan.
«I fatti denunciati sono gravissimi e le spiegazioni date dal ministro non sono sufficienti. Non ha tenuto conte dei fatti emersi e che dovrebbero essere oggetto di indagine. Prudenza avrebbe consigliato il ministro di venire prima in aula e accettare le proposte degli emendamenti di Pd e Forza Italia».

Cosa chiedevate?
«Di nominare un commissario straordinario per l`emergenza. Anzi, di assumere il ministro stesso il ruolo di commissario: speriamo che si fidi almeno di se stesso. La ricerca di mercato si è conclusa e con quei poteri straordinari il ministro potrebbe modificare la procedura messa in atto e bloccarla».

La ricerca di mercato andrebbe sospesa?
«Troviamo inconcepibile che la procedura vada avanti. Invece il ministro ha detto che si è conclusa, come se nulla fosse».

Da commissario, come dovrebbe muoversi il ministro?
«Con la requisizione eventualmente di un edificio pubblico, che sarebbe la cosa migliore ed eviterebbe ambiguità»

Bonafede, però, ha annunciato approfondimenti sul caso.
«Che il ministro della Giustizia annunci che farà verifiche successive all`emersione di fatti così gravi è abbastanza singolare. Ci auguriamo che un ministro debba essere a conoscenza prima, di fatti questo tipo. Il rischio, altissimo, è che ora i tempi si allunghino».

Avete preso in prestito lo slogan dei 5 Stelle e avete gridato «onestà, onestà».
«Siccome la bandiera ostentata dal Movimento è l`onestà, è incredibile che di fronte a fatti, che se confermati sarebbero di una gravità inaudita, i componenti del governo tacciano: il giustizialismo vale soltanto per altri».