Anna Rossomando
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I processi si celebrano nelle aule dei tribunali e non nelle piazze. Su questo – come PD – non arretriamo, è una questione di civiltà, al di là delle furbizie di chi, come la Lega, oggi gioca a fare il garantista a corrente alternata Ma per fare i processi in tribunale è necessario affrontare il nodo dei tempi della giustizia. Questo era ed è l’obiettivo delle riforme approvate in questi mesi con il voto favorevole dell’intera maggioranza”.

Così in un’intervista per il Riformista, Anna Rossomando, senatrice PD, Vice presidente del Senato, responsabile nazionale Giustizia del Partito democratico.

Per il PD garanzia e legalità non sono alternative

“Con l’ingresso del Pd al governo si è spostato l’asse politico. La cultura delle garanzie non è alternativa alla cultura della legalità. Questo è il quadro di riferimento quando ci confrontiamo con il Movimento 5 Stelle”.

Riforme dell’agenda politica

“In primis la riforma del Csm, per diversi motivi. Certamente perché è impensabile arrivare alle prossime elezioni con l’attuale legge elettorale, ma soprattutto perché non è rinviabile una riforma complessiva. Intervenire sulle regole dell’autogoverno rafforza i principi costituzionali di autonomia e indipendenza, così come che per contrastare la degenerazione del correntismo occorre restituire valore al pluralismo delle idee”.

Misure proposte

“Tra le misure principali che proponiamo ci sono lo stop alle nomine a pacchetto, tramite l’adozione in ordine cronologico, mentre sui consigli giudiziari prevediamo il diritto di intervento e di voto per avvocati e professori universitari.

Nella legge elettorale del Csm vogliamo introdurre un meccanismo che garantisca la parità di genere.

Proponiamo poi la costituzione di un’Alta Corte competente per il giudizio d’Appello sulle decisioni degli organi di autogoverno di tutte le magistrature. Si tratta ovviamente di una legge costituzionale, che ho depositato a mia prima firma al Senato pochi giorni fa, sulla quale chiediamo un impegno a tutte le forze politiche presenti in Parlamento”.

Stop alla spettacolarizzazione delle inchieste

“Intanto è stata recepita la direttiva europea sulla presunzione di innocenza stabilendo un altro punto centrale su corto circuito mediatico e inchieste giudiziarie stop alla spettacolarizzazione delle inchieste e avanti sul principio che sottolineavo in precedenza, i processi si celebrano in aula”.

Riforma dell’ordinamento penitenziario

“Sulla riforma dell’ordinamento penitenziario ci sarà modo di misurare davvero il garantismo di ciascuna forza politica. Meloni vorrebbe buttare al macero secoli di storia e cultura sulla funzione della pena dall’Illuminismo in poi. Il carcere deve restituire alla collettività persone migliori di quando sono entrate, perché una pena che recupera abbatte la recidiva. Aggiungo che abbiamo tutti gli strumenti per garantire la difesa della legalità in questo quadro”.

Una giustizia che non funziona è il primo elemento di discriminazione tra soggetti

“Noi pensiamo da sempre che il tema della giustizia sia cruciale nel rapporto tra cittadino e Stato. Una giustizia che non funziona è il primo elemento di discriminazione tra soggetti che non partono da uguali posizioni di tutela. Garantire uguale e sostanziale accesso ai diritti è dunque storicamente un obiettivo dei progressisti e il sistema giustizia ne costituisce uno snodo.

Quindi nessun partito può permettersi di sottovalutare la portata della giustizia sia da un punto di vista di accesso ai diritti e con le garanzie connesse, sia con riferimento al mondo produttivo che deve avere la certezza dei tempi nella risoluzione delle controversie”.