Senatore Andrea Marcucci, Matteo Renzi minaccia di votare contro la riforma del ministro Bonafede al Senato, dove la maggioranza non ha i numeri.

«Io la guarderei da un altro punto di vista: bisogna che il ministro Bonafede prenda atto che nel Paese c’è un fronte molto ampio che nutre una grandissima preoccupazione rispetto alla riforma della prescrizione fatta da lui e dalla Lega. Ci sono gli avvocati, le camere penali, i procuratori generali, c’è la politica e il Pd ha detto ormai da tempo che su questo il Guardasigilli deve prendere provvedimenti. Quindi io inviterei il ministro Bonafede a fare una proposta che sani questa vicenda e permetta un quadro normativo di maggiore garanzia per tutti perché quella riforma è sba- gliata».

Insomma tocca al Guardasigilli secondo lei.

«Bisogna necessariamente che sia lui nell’interesse del Paese ma anche dell’interesse del governo e di questa maggioranza a prendere un’iniziativa che metta un punto e ci permetta di confrontarci con maggiore serenità. Chi deve intervenire oltre a tutti quelli che sono già intervenuti? È chiaro che ormai non è solo una questione di posizionamento politico, è una considerazione fatta in modo profondo da grandissima parte degli operatori della giustizia. Bisogna che se ne renda conto. Tocca a lui: se è un uomo di governo, se è il capo delegazione del partito più importante dell’esecutivo se ne deve fare carico. La sua attuale riforma metterà in crisi un si- sterna di diritti e di garanzie e metterà anche in crisi il sistema giudiziario come hanno evidenziato i procuratori generali. Perciò deve agire in tempi rapidi».

Renzi ha sollevato anche il nodo delle concessioni.

«Su questo gli approfondimenti sono ancora in corso e sono necessari. Non credo che si possa giudicare superficialmente. Si devono analizzare tutte le concessioni autostradali , qual è il livello di responsabilità dimostrata dai gestori, il livello di sicurezza, gli investimenti che sono stati fatti e vada fatta ovunque per poi trarre le conseguenze. Devono essere tolte le concessioni a chi ha delle responsabilità di omissione e di non mantenimento degli impegni. Non si può dire vanno revocate o non vanno revocate in maniera ideologica. Non è un approccio riformista ma soprattutto è sbagliato. Non possiamo proseguire su questa logica che ha assunto il dibattito politico, mi auguro che il ministro stia ponderando tutti i necessari provvedimenti».

Prescrizione, autostrade, è il governo del rinvio?

«Respingo l’accusa al mittente. Questo governo è nato a settembre e fino al 31 dicembre è stato obbligato a occuparsi della legge di Bilancio per il disastro che hanno fatto i nostri predecessori, soprattutto Salvini. Dovevamo mettere in sicurezza il Paese. Impedire l’aumento dell’Iva era una priorità. Dopodiché è vero che ora bisogna cambiare passo, l’obiettivo di tutti deve essere la crescita del Paese».