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«Matteo Salvini continua a strumentalizzare con cinismo le paure, inducendole anche quando non esistono». Walter Verini, deputato del Partito Democratico e membro della commissione Giustizia della Camera, definisce la riforma della legittima difesa una non emergenza, ma «che lancia un messaggio pericoloso: armatevi e difendetevi, perché per noi è sempre legittimo».
 

Perché dice che non è un’emergenza?

 
«Basta leggere i dati. Si contano sulle dita di una mano i casi che si verificano ogni anno e, negli ultimi dieci anni, ci sono state solo due condanne per eccesso colposo di legittima difesa. Il numero di casi che arrivano a sentenza e a condanna sono irrilevanti, dunque non è un’emergenza. Anzi, bisogna respingere alla radice il tentativo che si tratti di una priorità per la sicurezza del Paese».
 

La modifica prevede la «presunzione di legittima difesa per gli atti diretti a respingere l’ingresso, mediante effrazione, di sconosciuti». Teme abusi legalizzati?

 
«Il testo leghista scardina il principio di giustizia della proporzione tra difesa e offesa. Così è sempre legittima difesa, anche quando un cittadino, in presenza di una violazione di domicilio ma senza un pericolo imminente o una minaccia incombente, reagisce in modo sproporzionato. In questo modo ci si avventura su un terreno davvero pericoloso: la proporzionalità è un elemento centrale dello stato di diritto e dire che la difesa è sempre legittima è un’aberrazione civile oltre che giuridica. Pur nella sua barbarie, anche la legge dell’occhio per occhio, dente per dente aveva una sua proporzionalità».
 

Anche il Pd, nella passata legislatura, aveva però provato a intervenire per modificare l’articolo 52, con il ddl approvato alla Camera ma naufragato al Senato.

 
«Noi abbiamo dato una risposta a un problema che ci veniva posto, ma la nostra proposta manteneva ben salda la proporzionalità e anche il fatto che la valutazione caso per caso spettasse sempre al magistrato, senza permettere derive di giustizia fai da te. La nostra legge prevedeva che la reazione anche con arma da fuoco del cittadino, nel caso di pericolo grave e imminente in pieno giorno o di soprassalto notturno dentro la propria abitazione, rientrasse nel caso della legittima difesa. Inoltre, avevamo introdotto un emendamento che prevedeva il risarcimento delle spese processuali da parte dello Stato, quando fosse stata dichiarata la non punibilità per legittima difesa».
 

Teme derive violente, nel caso in cui la legge di ispirazione leghista venisse approvata?

 
«Il loro messaggio è chiaro: a casa vostra fate quello che volete, armatevi e difendetevi come volete perché per noi è sempre legittimo. Io lo trovo pericoloso e sbagliato, perché temo che si favorirà indirettamente la diffusione di armi. Le armi in casa, però, producono insicurezza e statisticamente un incremento di episodi di violenza. Mi è rimasta molto impressa la testimonianza toccante di Luca Di Bartolomei, il cui padre si suicidò con la pistola comprata per difendere la famiglia. Salvini gli rispose in modo ruvido e volgare, ma la sua storia mostra come un’arma acquistata per difendersi è poi servita a ben altro. Questo è l’effetto della diffusione delle armi».
 

I 5 Stelle hanno decisamente frenato le spinte leghiste, però. La legittima difesa potrebbe essere un tema di rottura per il governo gialloverde?

 
«Me lo auguro, come spero che incrini qualcosa anche la vergognosa gestione dei migranti. Sulla legittima difesa vorrei ricordare le frasi di Di Maio in campagna elettorale: “Il Movimento 5 Stelle al governo farà in modo che una persona non si debba difendere con un’arma da uno che gli entra in casa”. E ancora: “Togliamo le armi dalle case degli italiani”. Di Battista, invece, attaccava la lobby delle armi. Fico, infine, diceva che non bisognerebbe avere la possibilità di tenere armi in casa, perché sono un pericolo per se stessi e gli altri”. Ora mi chiedo come facciano a non fare una piega davanti all’offensiva leghista, che definire securitaria è un complimento e che sa molto di giustizia fai da te».
 

Anche l’Anm e le forze di polizia si sono dichiarati contrari al ddl.

 
«E noi coinvolgeremo le associazioni, i movimenti della vita associata delle varie categorie professionali – forze dell’ordine, magistratura e avvocatura – che hanno espresso forti perplessità sulla proposta di legge. Quella del Pd sarà un’opposizione netta e inequivocabile, che punta a coinvolgere il paese e a dare rappresentanza al sentire diffuso di molta parte della società. Dobbiamo essere l’alternativa alla risposta di pancia della Lega».  

Eppure la questione della sicurezza ha fatto breccia negli elettori, come dimostrano i risultati elettorali.

 
«In questa fase, i temi della sicurezza portano consenso, anche quando vengono usati solo strumentalmente. La questione, però, è più generale: la gente non si sente sicura nel lavoro, nel diritto alla pensione, nel pensare il futuro e nel vivere presente. Insomma, viviamo una fase di precarietà e fragilità tali, che basta un niente per far crescere le paure. Questo genera il terrore del diverso e produce una lotta dei penultimi contro gli ultimi, perché la paura colpisce soprattutto le fasce più fragili della popolazione, le periferie sociali e urbane».
 

Dunque il tema esiste.

 
«Ma certo, il Pd non lo nega in alcun modo. Il punto sono le risposte radicalmente sbagliate e persino pericolose che sta dando questo governo, quando invece bisognerebbe lavorare sulla protezione sociale e civile e sulla difesa della legalità. Noi del centrosinistra dobbiamo essere capaci di non seguire Salvini sul suo terreno, ma di rispondergli alzando la voce con la forza dei nostri valori».
 

Che alternativa proponete?

 
«La difesa dei cittadini spetta allo Stato, che deve essere dotato di più mezzi e più uomini. Questo non basta, però: per combattere la paura bisogna moltiplicare le occasioni di vita sociale, culturale e associata nei nostri quartieri, perché così si contrasta il degrado e la criminalità ha difficoltà ad espandersi. La difesa pubblica e la rinascita della vita sociale nei quartieri sono due risposte che marciano insieme contro la paura. Solo così potremo guardare al futuro con meno angoscia e i cinici alla Salvini inizieranno a perdere terreno».