Stefano Carofei / Imagoeconomica

Di corsa come un treno. Sullo “Spazza corrotti“, e soprattutto sulla prescrizione, il governo non intende fare prigionieri: si punta a ottenere l’ultimo e definitivo via libera, a Montecitorio, nel giro di poche ore. Da ieri sono al lavoro le commissioni Giustizia e Affari costituzionali della Camera. Il guardasigilli ha avvertito che «la vicenda della prescrizione deve essere un monito: si ascoltano le opinioni di tutti, con rispetto, ma alla fine si decide».

 

Secondo il ministro i giudizi totalmente negativi espressi da tutta la comunità dei giuristi avvocati, magistrati e professori di diritto, fino allo stesso Csm sono semplicemente non condivisibili. Maggioranza schiacciasassi anche sulla giustizia e, soprattutto, anche quando al posto dei sassi c’è una decina di capisaldi della Costituzione? Così sembra.

 

Eppure c’è stato un momento in cui la tempesta scatenata da M5s eLega su Daspo e prescrizione è sembrata tutt’altro che perfetta. Un momento in cui è stata decisiva la scelta della presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati. La quale una settimana fa ha ritenuto che un parere della giunta per il Regolamento fosse risolutivo rispetto al rebus del voto segreto da applicare o meno durante l’esame dello “Spazza corrotti”.

 

La seconda carica dello Stato ha deciso di interpretare il 5 a 5 registrato in giunta come un “no” alla segretezza dello scrutinio, in particolare sulle pregiudiziali di costituzionalità.

 

Le opposizioni Fi e Pd in testa avevano chiesto che si riunisse la giunta, Casellati l’ha convocata e ne ha letto il voto con esito pari come una bocciatura della proposta.

 

Mentre i rappresentanti di azzurri e dem, soprattutto Renato Schifani e il capogruppo pd Andrea Marcucci, hanno inutilmente insistito nel sostenere che a quel punto la presidente avrebbe dovuto prendersi la responsabilità soggettiva della decisione. Cosa che non è avvenuta.

 

L’Anticorruzione sta per passare, presidente Marcucci, ma al Senato avete avuto l’impressione di poter aprire uno squarcio nella maggioranza, con qualche leghista che, nel segreto, avrebbe potuto farla andare sotto.

 

Le divergenze tra Lega e cinquestelle sono tali e tante che possono esplodere in Aula in qualsiasi momento, e su qualsiasi tema. Per ora vincono i sergenti di ferro che militarizzano i due gruppi parlamentari. E da qui scaturisce l’esigenza di impedire qualsiasi voto segreto in Aula.

 

E sul voto segreto a Palazzo Madama Casellati davvero avrebbe dovuto decidere senza far valere il voto della giunta?

L’ho detto in Aula e continuo a pensarlo. Peraltro la Presidente poteva, a norma di regolamento, integrare la giunta, con la rappresentanza del gruppo Misto e del gruppo delle Autonomie, ad oggi ancora esclusi. Cosa che finora ha evitato di fare. Alla fine ha prevalso una interpretazione, nei fatti, vicina alle richieste del governo, secondo cui non si può permettere alcun voto segreto.

 

Se viceversa la Presidente Casellati avesse ritenuto di dover decidere personalmente, pensa che la sua sarebbe stata una scelta obbligata, nel merito? Nel senso che avrebbe dovuto per forza autorizzare il voto segreto, considerato che il nuovo regolamento lo consente e che nel caso specifico del ddl Anticorruzione erano in discussione norme sui diritti della persona?

Devo ripeterlo: la Presidente spesso si orienta verso le soluzioni più garantiste possibili nei confronti della maggioranza. Le ricordo che poche settimane fa, agli stessi parlamentari componenti della commissione di Vigilanza, la Presidente, d’intesa con il Presidente della Camera Fico, ha negato l’accesso agli atti relativi al voto su Foa. Un’altra pronuncia assai favorevole alla maggioranza e al governo.

 

Ma sul piano generale, quando il presidente di una Camera proviene dalle file dell’opposizione, può sentirsi in dovere di sgombrare il campo da qualunque pur minimo sospetto di direzione dei lavori favorevole alle minoranze?

Non mi è mai passato per la testa di chiedere alla Presidente Casellati di sponsorizzare le opposizioni. Alla Presidente chiedo di essere super partes, perché questo deve essere la seconda carica dello Stato. A volte ho dubbi che lo sia realmente. Anche statisticamente è impossibile che la maggioranza abbia sempre ragione e l’opposizione sempre torto.

 

Sulle tensioni che lei riporta sembra aver pesato il fatto che sia tra voi sia in Forza Italia si era davvero avuta l’impressione che sullo “Spazza corrotti” la maggioranza potesse saltare. Ci saranno altre occasioni di mettere alla prova la tenuta della maggioranza sulla giustizia?

Da questa maggioranza mi aspetto letteralmente di tutto. Sia sulla giustizia che su tutto ciò che mandano in Aula. E una coalizione che non teme la vergogna e l’imbarazzo, che fa continui dietrofront e li maschera con uscite clamorose. Sono tenuti in vita insieme solo da una straordinaria fame di potere, hanno occupato tutti i posti istituzionali come non mai nel passato, e in alcuni casi, come con Marcello Foa alla Rai, con nomine completamente sbagliate, che sfiorano l’azzardo.