“La situazione che si sta determinando nelle carceri italiane, a causa della ripresa così significativa dei contagi, si somma ai problemi patologici del nostro sistema penitenziario e richiede attenzione ed interventi da parte della politica e delle istituzioni. I protocolli adottati sono utili e efficaci ma si scontrano, innanzi tutto, con la carenza di spazi. A ieri erano detenute 54.767 persone mentre i posti regolamentari disponibili sono 47.131. Si ritorna quindi a verificare un sovraffollamento significativo, non superiore a quello di fasi precedenti, ma che oggi, in piena pandemia, diventa un grande problema da affrontare e da risolvere. Le misure introdotte tempestivamente dal Governo nel Decreto ristori, che in sostanza prorogano quelle decise a marzo, sono importanti ma non sufficienti. Raccogliendo l’appello di molte associazioni, di molti garanti sul territorio, della Caritas e delle Camere penali il Pd presenterà emendamenti al testo del decreto al fine di ridurre la popolazione carceraria“.

 

Così il vice presidente dei senatori dem Franco Mirabelli, annuncia, sul Riformista, la presentazione di 4 emendamenti del Pd al Dl ristori per alleggerire il sovraffollamento nelle carceri. “Riproponiamo tre misure che già a marzo avevamo sostenuto- spiega Mirabelli- l’innalzamento da sei mesi ad un anno del limite della pena da scontare al di sotto del quale sarà possibile andare agli arresti domiciliari senza braccialetto elettronico, escludendo, da questa come dalle altre misure che proponiamo, i condannati ai reati del 4bis (mafia, terrorismo, reati in famiglia e stalking); l’aumento di 30 giorni dello sconto di pena per ogni semestre a chi ha già goduto della riduzione della pena per buona condotta per anticipare, come si è già fatto in passato, la fine della carcerazione; il rinvio dell’emissione degli ordini di esecuzione, a seguito di una condanna, delle pene detentive inferiori ai 4 anni“.

 

Inoltre, prosegue Mirabelli, “basterà sostituire nel testo attuale una ‘e’ con una ‘o’ per consentire, a chi ha già accesso a permessi premio o a permessi per il lavoro esterno, di restare temporaneamente fuori dagli istituti: si tratta di persone che, usufruendo già di quei provvedimenti non pongono problemi di sicurezza. Sono misure urgenti– conclude- che aiutano il governo degli istituti carcerari, norme di buon senso, suggerite e sostenute da chi, con ruoli diversi, lavora in carcere, che possono dare un contributo importante a migliorare la difficile situazione delle nostre carceri”.