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Il ministro Alfonso Bonafede è «orgoglioso» dell’abolizione della prescrizione. Walter Verini, da responsabile giustizia del Pd, cosa ne pensa?

«Sventola la bandiera identitaria. Lo capisco. Ma se si parla solo alle curve delle tifoserie non si va lontano».

 

Che intende dire?

«Occorre rimuovere il macigno identitario e passare alla fase dell’ascolto delle ragioni degli altri».

 

Ma anche il leader M5S Luigi Di Maio esulta. Ci saranno ripercussioni nel governo?

«Di Maio dice che bisogna fare un nuovo “contratto”. Espressione superata. Ne siglò uno con la Lega mettendo insieme punti di ispirazione opposta provocando gravi danni al Paese con Salvini. Noi siamo una coalizione con obiettivi comuni, senza bandierine da issare a turno. E comunque…»

 

Comunque?

«Tre forze politiche su quattro che sostengono il governo considerano la legge oggi in vigore sbagliata: non chiediamo abiure, ma non accettiamo diktat. Bonafede ha la responsabilità di fare un passo avanti e al premier Conte di trovare la sintesi».

 

Conte non ha annunciato retromarce.

«Non ha detto che è un obbrobrio. Però ha ammesso che se non accompagnata da altre riforme (che non ci sono) rischia di ledere le garanzie dei cittadini».

 

Quindi cosa chiederete il 7 gennaio? Di portare la riforma del processo subito in Consiglio dei ministri?

«Quello è un tema. Ma l’ergastolo processuale” di Bonafede così com’è non va. Abbiamo fatto la nostra proposta. Non siamo rigidi. Ora tocca agli altri».

 

Quando il presidente Mattarella ha chiesto di «non lesinare sforzi sulla giustizia» parlava anche a voi?

«Il Presidente ha fatto un discorso di coesione al Paese e per raggiungere l’obiettivo la politica dovrebbe dare il buon esempio. Se la maggioranza riuscisse ad avere un’anima sui grandi temi e le rigidità venissero meno si potrebbe aprire un grande dibattito sul sistema giustizia e la riforma del processo penale. E non dell’uso strumentale della giustizia come si fa da una parte e dall’altra».

 

Un punto di caduta potrebbe essere la prescrizione processuale invece che la prescrizione dei reati?

«Per noi la via maestra è trovare una sintesi. Differenziare tra assoluzione o condanna. Differenziare a seconda della gravità del reato. Ma credo che dobbiamo smettere di parlarci attraverso i giornali. Invece dobbiamo metterci intorno a un tavolo per trovare la sintesi».

 

E se la sintesi non si trovasse? Votereste con Forza Italia la proposta di abolizione?

«Voteremmo la nostra proposta che abbiamo già depositato e che non andrà alle calende greche».

 

La proposta Costa (Fi) arriverebbe prima. E con i voti della Lega farebbe cadere subito la legge Bonafede.

«La Lega ha fatto passare la legge Bonafede-Bongiorno sulla prescrizione in CdM, e l’ha votata in Parlamento. Costa ha molto da farsi perdonare in tema di giustizia: dal garantismo a fasi alterne del suo partito con le leggi ad personam al fatto che da sottosegretario si dimise contro la riforma Orlando e ora ne invoca il ritorno. Noi non amiamo queste furbizie».

 

Ma anche Matteo Renzi, in nome del garantismo, è pronto a votarla. Voi?

«Sottovaluta la strumentalizzazione: Forza Italia ha l’obiettivo di far cadere il governo e far tornare Salvini che diceva: “In galera e buttiamo la chiave” ed “è sempre legittimo sparare in casa”. Che c’è di garantismo in questo?».