“Mai come quest’anno in Italia è molto importante ricordare che oggi è la Giornata mondiale del Rifugiato, istituita dall’Onu nel 2000 in occasione del 50° anniversario della Convenzione sullo stato dei rifugiati.

È la quotidianità delle esternazioni e delle scelte già compiute e di quelle che preannuncia il ministro Salvini, per conto dell’intero governo, che rende importantissima la ricorrenza di oggi.

 

È la cultura del leader del Carroccio e di tutto il suo governo: intrisa di pregiudizi, del rifiuto di misurarsi con il tema del governo del fenomeno globale delle migrazioni, di una martellante quanto perniciosa campagna mediatica tesa ad alimentare paure e chiusure. Una cultura che va combattuta con forza”. Lo dice la senatrice Valeria Fedeli.

“Partendo da oggi, dobbiamo riannodare tutti i fili di chi non può accettare discriminazioni, chiusure nazionaliste, vere e proprie derive razziste; di chi non scambia giuste esigenze di sicurezza e di legalità, anche di paure che albergano fra i cittadini del nostro paese, con il rifiuto di persone che fuggono da guerre, persecuzioni, carestie e dall’assenza di ogni speranza di futuro.

 

Partendo da oggi, occorre però anche assumere in modo determinato una prospettiva internazionale entro la quale collocare la nostra iniziativa e la nostra lotta. La cultura di questo governo si sposa, infatti, con quelle che proliferano o si insinuano in tanti altri paesi europei e di oltre oceano. Immagini come quelle degli Stati Uniti, di bambini disperati chiusi in gabbia e separati dai genitori, rendono plasticamente le conseguenze di quella cultura e richiedono un risveglio di tutte le coscienze democratiche. L’allerta deve essere altissima: oggi anche l’uscita degli Usa di Trump dal Consiglio dei diritti umani rischia davvero di non lasciar più alcuna traccia di umanità alla Casa Bianca“.