Convenzione di Dublino
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“La strumentalizzazione dei ‘no borders’ è inaccettabile. Ai migranti vengono raccontate cose non vere e sono spinti ad azioni pericolose. Purtroppo questa volta è costata la vita al sovrintendente di Polizia Diego Turra alla cui famiglia va tutta la solidarietà del governo”. Lo afferma Sandro Gozi, sottosegretario della Presidenza del Consiglio con delega agli Affari Europei, in una intervista al Messaggero. E aggiunge: “Ventimiglia non è Calais. Noi l’emergenza l’abbiamo affrontata in maniera molto seria distribuendo i migranti su molta parte del territorio nazionale”, “noi ormai identifichiamo il cento per cento di chi arriva e distribuiamo nei comuni d’Italia. C’è una tendenza a concentrarsi a Ventimiglia che va evitata, ma chi viene identificato deve aspettare in Italia. Incitarli a varcare la frontiera o a buttarsi a mare è molto grave e pericoloso”.

 

Gozi evidenzia inoltre che “il ministro Orlando ha presentato delle proposte per snellire l’iter burocratico delle domande di concessioni d’asilo mentre le commissioni territoriali sono state raddoppiate. Nell’attesa i migranti, e ci sono molti esempi nei comuni, vanno sempre più destinati a lavori di pubblica utilità, dalla pulizia delle strade alla gestione dei giardini pubblici” e “mi auguro che ora riusciremo a fare uno sforzo finanziario in questo senso, nei confronti dei comuni che sono responsabile di questi minori, nella prossima legge di stabilità o in altri provvedimenti”.

 

Il capitolo dei rimpatri presente nel migration compact varato a Bruxelles “va sicuramente rafforzato. E’ migliorata la procedura di identificazione, si sono fatti passi avanti nella costituzione di una polizia europea di frontiera, occorre però che chi non ha diritto di asilo venga rimpatriato. Su questo punto Europa e i paesi d’origine devono fare molto di più”. “Entro l’anno avremo 1500 uomini della polizia europea di frontiera che rafforzerà Frontex e, attraverso team specifici, si dovrà anche occupare dei rimpatri. Dobbiamo farlo rendendo subito operativo il corpo di polizia esterno e concludendo accordi di rimpatrio con i singoli paesi di origine. L’intera politica di sviluppo europea nei confronti dell’Africa va sempre condizionata da forti impegni per la politica di immigrazione”.

 

E sulla revisione del trattato di Dublino sottolinea che “ci sono proposte ancora timide da parte della Commissione ma è importante aver aperto il negoziato che proseguirà con la presidenza slovacca. La trattativa è complessa e difficile ma dobbiamo arrivare ad un sistema europeo di diritto d’asilo”. Rimarca poi che “già il 95% dei passaggi via mare avvengono via-Libia. E’ per questo che per noi è importante una stabilizzazione della Libia”.

 

Le reazioni del governo turco al tentato golpe porterà ad un ripensamento dell’intesa sui migranti puntando magari sulla Grecia? “Non sono a conoscenza di piani alternativi, ma noi con la Turchia siamo stati sempre molto chiari e di recente lo ha ribadito il presidente Renzi”, afferma Sandro Gozi, “l’accordo non deve comportare nessuno sconto sullo Stato di diritto. Soprattutto nel momento in cui la Turchia intende riavviare il dialogo con l’Europa. Ciò che sta accadendo in Turchia è molto grave e preoccupante a cominciare dalle dichiarazioni del presidente Erdogan sulla pena di morte. Non c’è posto in Europa per chi viola lo stato di diritto”. E aggiunge: “Stiamo lavorando con Belgio ed altri paesi per presentare in autunno un nuovo sistema di verifica periodica sul rispetto dello stato di diritto per tutti gli Stati europei. Se lo facciamo al nostro interno, non possiamo fare sconti alla Turchia”.