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Il responsabile Infrastrutture del Partito democratico, Roberto Morassut, in una nota, osserva:

“Di Maio vive in un ‘Truman Show’, descrive una situazione nel comparto delle opere pubbliche e degli appalti che esiste solo nella sua fantasia.

 

Se c’è stato un aumento di gare, affidamenti, inizio lavori nel campo delle opere pubbliche grandi e piccole lo si deve agli effetti del nuovo Codice degli appalti varato dal centrosinistra. Questo non lo dice il Pd ma la commissione Ambiente e Lavori pubblici della Camera nel rapporto annuale”.

 

Dal 2015, continua Morassut, “la tendenza verso una ripresa delle attività è evidente. Quello che descrive Di Maio è un effetto di trascinamento che non dipende certo da questo governo al quale invece si deve un nuovo blocco delle attività. Sono 50 i miliardi fermi per 49 grandi opere, bloccate per motivi politici. Le recenti modifiche alle normative sugli appalti introdotti con il cosiddetto ‘Sblocca cantieri‘ – spiega ancora il deputato dem – avranno l’effetto di fermare ancora di più le attività perché sono necessari nuovi regolamenti e nuovi decreti attuativi ai quali il governo non sta provvedendo”.

 

Quindi, Morassut conclude: “Di Maio vive in una bolla virtuale di social e di comunicazione falsa. Vada nelle città a rendersi conto delle assurde conseguenze che questo governo sta determinando. Del rischio del nuovo alimento alla corruzione e del lavoro nero che l’ampliamento dei subappalti, l’innalzamento delle soglie per gli affidamenti diretti e il ritorno all’appalto integrato provocheranno. Di Maio non è il ministro dello Sviluppo economico. E’ il ministro dei condoni edilizi del suo collegio elettorale”.