Di Alessandro Antonelli - Opera propria, CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=62200756

Ha convocato i vertici di Autostrade nelle prime ore della mattina. «Ho chiesto di riaprire almeno una carreggiata spiega in serata il ministro Paola De Micheli, dopo la conclusione del vertice a Palazzo Chigi con il premier Conte sul dissesto idrogeologico questo non ha risolto il problema del traffico sul porto di Genova, ma almeno ha evitato il blocco». Secondo il ministro delle Infrastrutture non c’è bisogno di un giro di vite sui controlli sulle infrastrutture, quanto di renderli «continuativi e non straordinari» e di «correre sugli interventi». Per quanto riguarda la Liguria e la richiesta di esenzione dai pedaggi si dice «favorevole» ma rimanda la palla al concessionario. E promette di anticipare al 2020 tutti gli interventi strategici previsti nel triennio da Rfi e Anas su strade e ferrovie: varianti, consolidamenti, gallerie e risanamento di ponti e viadotti per la parte stradale e i collegamenti con porti e aeroporto per le ferrovie, oltre a rimediare all’annoso ritardo del Nodo ferroviario di Genova.

Ministro De Micheli,tra Liguria e Piemonte ci sono altri otto viadotti considerati a rischio crollo, dopo le ispezioni esterne. Cosa intendete fare per garantire la sicurezza di chi si mette in viaggio e rassicurare chi ha paura?

«Il ministero ha poteri di controllo sulle verifiche che fanno i custodi dei viadotti. Nel caso della Liguria soprattutto i concessionari. Il ministero verifica che i controlli siano fatti con i criteri scientifici e di terzietà. Questo stiamo facendo e faremo. Abbiamo però chiesto fin dal mio arrivo a tutti i concessionari di correre sui controlli e sugli interventi».

 

Lei ha dichiarato che ci sarà un piano straordinario di monitoraggi e interventi sulle strade esistenti e sul dissesto in Liguria. Da cosa partirete e quando?

«I monitoraggi devono essere continuativi, quotidiani e non straordinari. Gli interventi sul dissesto sono attivati dal Ministero dell’Ambiente con la massima urgenza e solleciteremo la Regione ad intervenire anche in somma urgenza sul dissesto idrogeologico e sostenere la progettazione dei comuni che hanno strade danneggiate. Il mio ministero invece accelererà al 2020 tutti gli interventi strategici di Anas e Rfi previsti per il triennio».

 

Con il crollo del viadotto sulla A6 è bastata qualche ora di chiusura sulla A26 per mandare di nuovo in tilt il sistema dei trasporti della Liguria. Il governatore Giovanni Toti ha chiesto l’esenzione dai pedaggi. Siete d’accordo?

«L’esenzione dei pedaggi è una decisione del concessionario. Io sono favorevole».

 

Dal 14 agosto 2018 si è parlato di revoca e poi di revisione delle concessioni autostradali. Ora anche esponenti del Pd ligure chiedono una sorta di commissariamento di Autostrade per l’Italia. Qual è lo stato dell’arte?

«Io sto seguendo la procedura prevista. La commissione e gli uffici stanno raccogliendo informazioni e valutazioni. Quando arriveremo alla fine della procedura, farò la proposta al Consiglio dei ministri».

 

Il governatore Toti ha chiesto la possibilità di condurre ispezioni con un ente terzo sui viadotti e poteri commissariali sulla viabilità ordinaria. Cosa risponde il governo?

«Il presidente non sa che da settembre il MIT ha previsto le verifiche da enti terzi. Commis sariare le strade comunali, provinciali e Anas, è questa la richiesta? Io mi accontenterei che la Regione facesse qualche intervento di prevenzione sul dissesto, già finanziato».

 

L’agenzia Ansfisa istituita con il Decreto Genova non è ancora operativa e doveva occuparsi proprio dei controlli e avere una sede a Genova. Perché tanto tempo?

«Ieri ho indicato al presidente del Consiglio il nome del nuovo direttore di Ansfisa Fabio Croccolo, ingegnere dirigente del Ministero delle Infrastrutture e trasporti. L’agenzia oggi è composta da 61 unità. Deve essere necessariamente potenziata ed è per questo che il Mit ha chiesto la possibilità di implementare il personale con l’obiettivo di arrivare a una struttura da centocentocinquanta persone già nelle prossime settimane. Detto questo, Ansfisa è già operativa seppur con poco personale».

 

Perché ha nominato Fabio Croccolo come direttore di Ansfisa sostituendo Alfredo Mortellaro?

«Mortellaro è in pensione, Croccolo è dirigente del Mit competente e motivato».

 

La Liguria soffre anche dal punto di vista dei collegamenti ferroviari, avete intenzione di portare avanti il raddoppio della tratta verso la Francia? Con quali risorse?

«Certo che abbiamo intenzione di andare avanti con il raddoppio ferroviario del Ponente e i 10 milioni di euro già inseriti nell’aggiornamento 2018-2019 del contratto di Programma RFI per la revisione del progetto, lo dimostrano. In un anno contiamo di chiudere la progettazione definitiva e l’iter autorizzativo. Abbiamo inoltre incrementato come promesso l’offerta di 8.500 posti sui treni tra Savona e Torino e dal 5 dicembre con il cambio orario di Trenitalia di altri 1200».

 

Doveva incontrare il sindaco Marco Bucci per parlare della Gronda di Genova. Quando ci saranno i tavoli istituzionali? Il ministero vuole rivedere il progetto di Autostrade?

«Dovevo incontrare Bucci e Toti, ma l’emergenza ha avuto il sopravvento. Recupererò presto»