Obbligo di mascherine per chi prende l’aereo, mentre per gli altri mezzi di trasporto «si sta valutando». Ci saranno percorsi segnalati nelle stazioni e negli aeroporti per garantire che le persone che entrano e quelle che escono non si incrocino. Più piste ciclabili e incentivi all’acquisto di biciclette, bici elettriche, monopattini, per decongestionare il traffico. La ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, risponde al telefono tra una call e l’altra con le parti sociali con le quali sta stringendo il protocollo d’intesa sui trasporti.

 

Ministra, dal 4 maggio tutti i cittadini potranno prendere liberamente treni, autobus, tram, metro e taxi o ci saranno limitazioni?

«La riapertura sarà graduale. All’inizio le persone potranno spostarsi per lavoro o per altri motivi. Per i trasporti stiamo confermando e implementando il protocollo del 20 marzo. Ci saranno regole chiare nelle stazioni dei mezzi pubblici e negli aeroporti, in particolare segnaletica e percorsi guidati per garantire flussi unidirezionali in entrata e uscita e il distanziamento sociale di un metro. I mezzi viaggeranno al massimo col 50% dei posti occupati. E ci vorrà personale per controllare il rispetto delle regole».

 

Per prendere i mezzi sarà obbligatoria la mascherina?

«Per tutti sugli aerei. E sui taxi, se si sale almeno in due. Per i conducenti dei treni e degli altri mezzi pubblici solo nel caso in cui non siano soli. Per i passeggeri di questi stessi mezzi la valutazione è in corso. La regola fondamentale sarà il distanziamento sociale. Ma stiamo studiando meccanismi per approvvigionarsi di mascherine in prossimità dei mezzi pubblici».

 

Come si farà nelle città dove i mezzi prima viaggiavano sovraffollati?

«Diventa fondamentale differenziare gli orari di lavoro, un tema sul quale stanno lavorando i ministri del Lavoro e dello Sviluppo con le associazioni imprenditoriali e sindacali. Sulla base dei dati Istat riferiti alle principali 8 città italiane, il maggior flusso di passeggeri si ha fra le 7.10 e le 7.40. Bisogna decongestionare questa fascia oraria».

 

Non si possono aumentare bus e metro?

«Non ci sono i tempi per farlo nell’immediato. Dove si potrà sarà aumentata la frequenza negli orari di punta».
 

All’inizio molti eviteranno bus e metro e andranno al lavoro in auto. C’è il rischio che il traffico vada in tilt. Si parla di aperture delle Ztl.

«Questo spetta alle amministrazioni locali deciderlo. Noi stiamo predisponendo misure legislative che potranno aiutare. Modificheremo il codice della strada per consentire l’apertura di piste ciclabili in via transitoria anche solo con segnaletica orizzontale e anticiperemo risorse. E nel prossimo decreto legge ci saranno incentivi per l’acquisto di bici, bici elettriche e monopattini. Inoltre, abbasseremo da 300 a 100 la soglia minima di dipendenti oltre la quale le aziende devono avere il mobility manager. Che avrà il compito di consigliare le migliori modalità di trasporto per i dipendenti».

 

Crede davvero che il 4 maggio trasporti, aziende e orari di lavoro possano funzionare come ha descritto?

«Confermando e implementando il protocollo c’è il tempo per organizzarsi. Ci impegneremo al massimo e comunque sarà un processo graduale. Molte aziende sono flessibili per natura. Poi ci sarà una parte del lavoro che, almeno per un po’, continuerà in regime di smart working. Sarà tutto difficile ma la disciplina dei cittadini ci aiuterà e continueremo ad adeguare il sistema alle esigenze».

 

Le aziende hanno i soldi per far fronte alle spese prevista dalle nuove regole?

«Abbiamo già anticipato alle aziende un miliardo e 600 milioni, cioè 1’80% del fondo per il trasporto pubblico locale. Col prossimo decreto daremo loro altre risorse. Inoltre stiamo lavorando con il ministero dell’Economia per definire i trasferimenti con cui compensare le aziende della mancata bigliettazione conseguente all’abbattimento del numero dei passeggeri trasportati cui vanno incontro».
 

Torneremo come prima?

«Quando ci sarà il vaccino».