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Il prossimo decreto semplificazioni contribuirà a rendere più veloci molti processi decisionali. E tutto questo avverrà anche facendo tesoro delle proposte di maggioranza, come anche di alcuni spunti utili contenuti nel piano Colao sulle questioni legate alle infrastrutture. Sul codice degli appalti non sono ideologica, e penso vi sia qualcosa da migliorare, ma ciò che bisogna affinare è un’intera catena di processi”. Lo afferma Paola De Micheli, ministra delle Infrastrutture, in una intervista al Foglio.

Quattro fronti

“Penso che accelerare il passo oggi significhi agire su quattro fronti: progettazione delle opere, autorizzazione delle opere, gestione dei fallimenti in cantiere, sciopero della firma. Sui primi due temi occorre snellire in modo massiccio le procedure. Sul terzo punto, è necessario trovare una via rapida per evitare, come spesso succede in Italia, che vi siano cantieri bloccati a causa di contenziosi aperti e fallimenti delle aziende che si sono prese in carico i lavori: penso per esempio al Terzo Valico nodo di Genova in Liguria, opera ferma da tempo a causa del concordato di Astaldi che abbiamo sbloccata dieci giorni fa. Sul quarto fronte, per evitare che la Pubblica amministrazione possa essere incentivata a considerare la non firma come l’unica forma di tutela per il proprio lavoro, è necessario modificare le norme relative all’abuso d’ufficio e riformare anche le norme relative alla responsabilità per danno erariale. E infine, accoglieremo l’idea di chi ci ha proposto di avere un monitoraggio delle opere non sparpagliato ma concentrato in un’unica struttura integrata. Sulla base dell’esperienza di questi mesi posso dire pero che la lentezza delle opere è relativa principalmente non a una burocrazia che non funziona ma a una ridotta capacità di progettazione di molte stazioni appaltanti”.

Il punto sulle Grandi Opere

La ministra fa poi il punto sulle grandi opere del settore dei trasporti. A partire dal nodo di Genova: “A luglio andrà a riaprire il cantiere”.

Poi la tratta alta velocità Brescia-Verona e quella Verona Vicenza: “Sono opere per le quali abbiamo cantieri aperti oppure ne stiamo aprendo, e si va avanti”.

E il nodo ferroviario di Firenze? “Anche qui c’è un’azienda fallita, ma in autunno si ripartirà perché Rete ferroviaria italiana è da poco subentrata a Nodavia nelle attività per la realizzazione del passante ferroviario alta velocità e della nuova stazione AV del nodo di Firenze”.

E i due lotti mancanti della tratta ad alta velocità tra Napoli e Bari? “Ci siamo. A fine luglio vi sarà una nuova gara da 1,6 miliardi. E a questo aggiungiamo anche un’altra gara importante: quella per assegnare il primo lotto della Messina-Palermo-Catania”.

E il valico del Brennero? “Siamo un anno e mezzo avanti rispetto al lavoro degli austriaci…”.

E il nodo ferroviario della Vicenza-Padova? “Le prime due tratte sono a posto e assegnate, andremo a breve al Cipe per completare il processo”.

E la linea C della metropolitana di Roma? “Ho sbloccato la procedura e sono disponibili le risorse per l’arrivo delle gallerie a piazza Venezia.

C’è la volontà politica di proseguire velocemente, assicurando le risorse per la tempestiva realizzazione della stazione di piazza Venezia per circa mezzo miliardo di euro nell’ambito del bando per il finanziamento del trasporto rapido di massa che scade a ottobre, nonché per la prosecuzione della linea sulla base del progetto che attendiamo dal comune di Roma con modalità realizzative, con tempi e con costi.

Inoltre, per la gestione, se il comune vorrà si potrà tornare anche a riaprire dossier di collaborazione con le Ferrovie dello stato”.

Sulla Torino-Lione infine precisa che “siamo in linea con i tempi, a parte qualche ritardo dovuto al lockdown. Anche su questo tema non si può dire che non vi sia discontinuità con il passato”.