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Italia Veloce

“Mi ha fatto piacere constatare che, anticipando alla stampa il masterplan da presentare agli Stati generali dell’economia, il presidente del Consiglio abbia inserito fra i capitoli più significativi il piano ‘Italia Veloce‘ sulle infrastrutture: segno che abbiamo lavorato bene”.  Lo dice la ministra dei Trasporti Paola De Micheli in un’intervista a ‘Repubblica’.

“Il Pd ha posto il tema della concretezza, che siano cioè un momento di confronto vero sulle priorità da mettere in campo per fare dell’Italia un paese più moderno e competitivo. Tutte cose che nel piano sono dettagliate – sottolinea – ‘Italia Veloce’ non è un trattato filosofico, ma un elenco preciso di opere – ferroviarie, aeroportuali, marittime e stradali – ciascuna provvista di cronoprogramma, coperture, iter per portarle a compimento. Lì dentro ci sono cifre, cartine, processi e tempi. È il nostro contributo alla concretezza giustamente chiesta dal segretario Zingaretti”.

Quindi ce l’aveva già, non è improvvisato per l’occasione? “È pronto da gennaio, volevamo presentarlo in Italia ed Europa, poi è arrivato il Covid e lo abbiamo aggiornato in base alle nuove modalità di vita imposte dal virus, spostando più risorse sulla mobilità urbana e ferroviaria, in chiave sostenibile. L’emergenza sanitaria ci ha insegnato quanto sia strategica, sia in una fase ordinaria e tanto più in una straordinaria, una politica di infrastrutture e trasporti moderna che avvicina l’Italia riducendo le distanze”, risponde De Micheli.

200 miliardi di investimenti in 15 anni

Ma quanti soldi ci metterete? E soprattutto: li avete? “Il piano prevede 200 miliardi di investimenti in 15 anni: per circa 130 miliardi è già finanziato, il resto lo chiederemo all’Europa quando sarà definito il Recovery fund”, sottolinea.

Alta velocità e potenziamento della mobilità urbana su ferro

Dove investirete di più? “Nell’alta velocità e nel potenziamento della mobilità urbana su ferro: non dimentichiamo che quest’anno abbiamo stanziato una ventina di miliardi. Per tranvie e metropolitane sono stati fisicamente trasferiti alle città 2,5 miliardi per le infrastrutture, più altri 2,5 per la sostituzione dei bus. Dietro c’è una precisa idea di Paese:  un Paese più accessibile per tutti è anche un Paese più giusto. Il nostro obiettivo è migliorare la vita delle persone”, risponde la titolare del Mit.