Ministra De Micheli, è tempo di «riaprire» l’Italia?

«Parlare di riapertura in una città come la mia Piacenza, dove si sta discutendo se chiudere ancora qualcosa, non avrebbe senso. Abbiamo deciso di prorogare le misure di chiusura perché non ci sono oggi le condizioni sanitarie per riaprire. L’atteggiamento che ha assunto il governo è stato: no a fughe in avanti, ma no anche a impauriti conservatorismi. Dobbiamo sapere che il modo che sceglieremo per uscire dall’emergenza determinerà la qualità della vita degli italiani per i prossimi io anni».

L’Europa fatica a essere unita…

«Nel concreto la Ue funziona. Dopo il consiglio europeo di quindici giorni fa fra noi ministri dei trasporti dei paesi più grandi, ma anche più colpiti – Italia, Francia, Germania e Spagna – abbiamo deciso di costruire un percor so comune. Nel nostro documento alla Commissione europea chiediamo contributi diretti per il settore del trasporto. E credo che questa iniziativa sia un segnale positivo, in controtendenza rispetto alle discussioni sull’Europa».

Ci sono italiani all’estero che devono rientrare.

«Domenica abbiamo firmato un’ordinanza molto importante con cui regolamentiamo in maniera severa il rientro degli italiani. Siamo l’unico paese al mondo che ha deciso che i nostri connazionali residenti possano tornare. E abbiamo previsto le modalità del rientro, dopo il quale andranno tutti in quarantena. Bisogna però ricordare che ci sono paesi che hanno chiuso i loro spazi aerei e per mandare un volo in quei luoghi occorrono delle autorizzazioni. La Farnesina sta facendo un grande lavoro».

E c’è il problema delle nostre navi da crociera.

«Quindici giorni fa ho disposto che le navi da crociera battenti bandiera italiana possano attraccare nei nostri porti, mentre ho chiuso questa possibilità alle navi straniere. La disposizione sta funzionando. Allo stato abbiamo ancora tre navi che devono arrivare e al momento non hanno casi di Covid-19 a bordo».

E i cantieri?

«Dopo la decisione di chiudere alcune attività produttive abbiamo scelto che rimanessero aperti cantieri strategici: strade, gallerie e ponti. Abbiamo l’esigenza di inserire anche i cantieri sul dissesto idrogeologico per prepararci all’autunno. In tutti vanno applicate le linee guida per la sicurezza sanitaria dei lavoratori e nel Cura Italia c’è la copertura giuridica per le imprese che hanno cantieri chiusi per Covid-19».

La crisi di Tirrenia?

«Tirrenia ha trovato un accordo con i commissari. Da subito è ripartito il servizio e il ministero ha firmato gli atti conseguenti. Con Patuanelli ci siamo spesi per l’accordo e in 48 ore abbiamo ottenuto questo risultato».

E l’ordinaria amministrazione funziona?

«Per fortuna! Abbiamo anticipato un miliardo e 600 milioni alle aziende che fanno trasporto pubblico locale, del fondo TPL. Lunedì abbiamo sbloccato 40o milioni per sostituire i bus che circolano nelle nostre città con mezzi più ecologici. Insomma, nonostante la quarantena del ministro e di tanti suoi collaboratori continuiamo a lavorare sia sull’emergenza che sull’ordinaria amministrazione».