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“Non è il momento dello scarico di responsabilità, è il momento di stringersi alle famiglie delle vittime e faremo di tutto perché tragedie così gravi non accadano mai più. Ma non c’è nessuna strage di Stato, si debbono cercare le ragioni di quanto accaduto”. E’ quanto afferma al Corriere della Sera, il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio. Sul fatto che si indaga anche sull’Ustif di Bari, che fa capo al ministero dei Trasporti, Delrio fa sapere: “L’approfondimento della magistratura è un atto dovuto, ma non ci risultano indagati”.

 

“La Puglia – spiega quindi il ministro – ha piena responsabilità su quei fondi” relativi alla linea dell’incidente, “per i quali ha avuto molte difficoltà nell’interlocuzione con la Ue. Il progetto è stato approvato nel 2012, poi la giunta Emiliano lo ha revisionato e ha dato il via libera”.

 

Alla domanda se chi sale su un treno locale, sia al sicuro quanto chi prende un Frecciarossa, Delrio rivendica:”Sono anni che investiamo per garantire i più moderni sistemi tecnologici e di sicurezza ai 16.700 chilometri di rete nazionale, su cui la gran parte dei pendolari viaggia. E stiamo aiutando le Regioni a garantire standard altrettanto elevati, anche sui 3100 chilometri di competenza esclusiva regionale”.

 

E sulla segnalazione manuale aggiunge: “Io non mi sento di dire che le Regioni hanno sottovalutato il rischio, perché quel sistema è sempre stato considerato sicuro. Semplicemente, nel caso di errore umano è meno capace di prevenire un disastro. Abbiamo messo piu’ di tre miliardi per la sicurezza e quel sistema esiste solo in 600 chilometri di rete regionale. Stiamo accelerando il processo di ammodernamento, ma il programma concreto di supporto alle regioni è un iter che si deve concludere”. Per il ministro “questo disastro ha aspetti paradossali. Il raddoppio del binario era stato già bandito e proprio adesso che il governo, anche se non e’ nostra competenza, aveva deciso di mettere altri soldi nelle linee regionali, e’ successa una tragedia così grave”.

 

Quanto alle affermazioni del presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, sull'”atavica difficoltà di realizzare infrastrutture dovuta alla corruzione”, Delrio sottolinea: “E’ l’analisi che ci ha portato ad approvare il nuovo codice degli appalti. La mancanza di legalità e di buoni progetti facilmente cantierabili è una delle cause dei ritardi, ma non c’entra niente con questa tragedia”. E alla domanda se lo facciano soffrire le accuse del M5S, il ministro risponde: “Mi fanno una grande tristezza. Trovo incredibile che ci sia chi usa il dolore e la disperazione per fare speculazione politica. Mentre al Senato i Cinque Stelle hanno fatto un intervento responsabile e intelligente, D’Ambrosio è stato di una scorrettezza unica. L’interrogazione è del 2013 ed era destinata agli Affari europei, ma comunque sono fondi regionali. Il Mit, che guido dal 2015, non aveva e non ha competenza su quei fondi. Ed è più grave il post di Grillo. Fanno girare sui social bugie gravissime. Pure menzogne. Per aiutare il trasporto pubblico ferroviario abbiamo stanziato 9 miliardi nel 2015 e 9 nel 2016, sono 18 in tutto. E’ quella che ho chiamato cura del ferro, perché sapevamo che c’era bisogno di insistere molto sul trasporto pubblico regionale. Ci sono decine di anni di inerzia da recuperare”.