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Alla fine, però, onorevole Delrio, sul Terzo Valico è arrivato il sì del governo. Il ministro Toninelli ha spiegato che nonostante la valutazione costi-benefici fosse negativa, non si poteva fermare un’opera già arrivata così avanti…
«Se uno guarda, per una valutazione di questo tipo, ai minori incassi che ne derivano per l’autostrada, allora si può anche smantellare tutta la rete ferroviaria italiana. La verità è che un ragionamento di questo tipo proprio non regge. Sulle grandi opere bisogna tener conto di quanto possano essere strategiche e della loro durata in un arco di tempo che supera almeno i70 anni. Se però uno mi dice che con il Terzo Valico si finisce per incassare minori accise sulla benzina consumata dai tir che si riducono sulla strada, allora cambia tutto. E all’ambiente, non ci pensiamo?»

 

Lei ha caratterizzato il suo mandato alle Infrastrutture per quella che è stata riassunta come la cura del ferro e dell’acqua. Ritiene che sia sempre giusta?
«Oggi più che mai. Non possiamo pensare di gestire la crescita dei traffici facendo ancora leva sulla gomma. Bisogna spingere sul binomio mare-ferrovia, che è poi esattamente il senso della realizzazione del Terzo Valico al servizio della portualità. Aver perso però tutti questi mesi per arrivare al pronunciamento è un fatto grave, che inciderà sui tempi finali, creando un danno notevole al tessuto economico».

 

Ora dovrebbero arrivare altre valutazioni costi-benefici. Che cosa si aspetta?
«Una valutazione negativa per la Torino-Lione, mentre per la Gronda spero si proceda per il via libera».

 

Lei da ministro annunciò l’apertura dei cantieri a fine 2018…
«Sì, ce l’avremmo fatta perché avevamo compiuto un enorme lavoro che ci aveva portato a sottoscrivere l’accordo con Autostrade dopo un accordo molto innovativo con l’Unione Europea. Avevamo posto condizioni molto rigide, una minore remunerazione e un maggiore obbligo di mandare a gara i lavori. L’iter è però stato sospeso».

 

La vostra valutazione dell’opera era stata positiva fin dall’inizio?
«Abbiamo sottoposto la gronda alla valutazione costi-benefici e abbiamo portato una serie di correzioni al progetto, lavorando molto intensamente per migliorarlo. Alla fine avevamo dato un parere positivo».

 

E ora, che tempi prevede?
«Temo in un allungamento ulteriore dei tempi, un rinvio in chiave elettorale fino alle Europee per non scontentare nessuno».

 

È comunque arrivata la scelta su chi demolirà e ricostruirà il Ponte Morandi. Che ne pensa?
«Intanto non ho mai avuto dubbi che il commissario dovesse essere il sindaco Bucci. Come Pd, poi, abbiamo lavorato tantissimo per migliorare il decreto Genova, totalmente insufficiente nella sua prima versione. Ora finalmente si parte con un progetto che per Genova può rappresentare la rinascita. La nostra collaborazione da questo punto di vista sarà totale».