“Raccontiamo l’Italia. Le infrastrutture del futuro”. Sul Palco Centrale Italia, dalla Festa nazionale de l’Unità a Milano, sono intervenuti il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio e il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, moderati dal giornalista Dario Di Vico.

Il confronto tra l’economia italiana e quella spagnola è stato il primo argomento trattato.
Delrio ha ribadito che la nostra crescita può essere più robusta. “La riforma e il funzionamento della pubblica amministrazione sono un elemento decisivo nella spinta del sistema pubblico italiano che è frenato. Siamo ancora troppo lenti negli investimenti. Quindi codice degli appalti e riforma della pubblica amministra saranno al centro dei prossimi provvedimenti del governo”.

Alla domanda sul perché la crescita in Spagna è molto più evidente che in Italia, Squinzi ha ricordato che “lo sviluppo in Spagna parte da una situazione più bassa quindi oggi per loro è più semplice avere dei dati più positivi rispetto ai nostri. Inoltre loro viaggiano con tassi di disoccupazione il doppio dei nostri. Se si fanno le riforme sul piano economico tutto si muoverà più velocemente, in questo possiamo prendere la Spagna ad esempio. La ripartenza del Paese dipende dalla semplificazione burocratica.

Sulla legge di stabilità, quanti punti di flessibilità ci deve dare la Ue, quanto possiamo risalire nel rapporto deficit Pil senza incorrere in un monito da Bruxelles.
Per Delrio la crescita e l’occupazione sono i due dati malati. Abbiamo bisogno di spingere sulla crescita del Paese, perché crescita e occupazione sono i maggiori problemi in Italia e in Europa. Dobbiamo creare più posti di lavoro e sfruttare tutti i margini di flessibilità esistenti dentro le regole dell’Europa. Continueremo quindi a essere rigorosi, abbiamo raggiunto gli obiettivi sulle riforme che l’Europa ci ha dato, tutte quelle richieste le abbiamo fatte, tanto è vero che l’Europa ha già dato un margine di flessibilità. Negli ultimi anni si sono dimezzati i lavori pubblici in Italia, quindi abbiamo bisogno di fare investimenti per una maggiore competitività del Paese. In questo momento l’emergenza, come ha detto Renzi è: abbassare le tasse e fare più investimenti e permettere anche agli imprenditori di farli. L’anno scorso è stato rispettato il 3 per cento in Europa, non siamo più osservati speciali, siamo un Paese con consumi interni che cominciano a muoversi. Noi abbiamo bisogno di tornare ad avere fiducia nel Paese, che ora non rischia nulla, perchè ha messo a posto i conti”.

Parlando di tasse Delrio ha ribadito che “l’Irap sul costo del lavoro è stata tagliata come ci ha chiesto Confindustria, perchè pensavamo che così fosse più semplice assumere. Noi non siamo in campagna elettorale e stiamo cercando di riportare il Paese alla normalità, quindi risparmiamo sugli sprechi ad esempio.

Per Squinzi si possono tagliare le tasse solo se si mette mano ad una seria spending review. La riduzione dei costi delle Province ad esempio, non è ancora attuata del tutto. Dobbiamo puntare al mercato interno e l’edilizia in particolare è un’attività fondamentale. Ci sono diverse linee: una maggiore efficienza energetica anche negli edifici pubblici, oltre che nelle case; aumentare le infrastrutture (il 2,1 per cento che spendiamo in infrastrutture sta facendo accumulare ritardi anche in Ue. Certi investimenti che sembravano esagerati hanno invece cambiato la vita delle persone, come ha fatto la Francia 20 anni fa); mettere mano al dissesto idrogeologico e sismico; investire anche nelle infrastrutture immateriali.

Il governo ha licenziato un piano straordinario del governo sul dissesto idrogeologico – ha ribadito Delrio – e uno sull’edilizia scolastica, abbiamo messo in fila le priorità. Noi la spending review la stiamo facendo. La riforma del Senato deve completarsi, la riforma delle Province ha dato già i suoi frutti, le istituzioni si stanno assumendo la responsabilità di decidere, se non si decide le cose non funzionano. Questo Paese era bloccato”.

Sulle infrastrutture, tra i cantieri in campo, Delrio ha elencato: la Salerno – Reggio Calabria che è un cantiere in corso. Abbiamo messo molti più voli aerei per il Mezzogiorno. Anche le velocizzazioni sono in corso: sono stati sbloccati i lavori per l’alta velocità di Napoli, abbiamo in programma l’alta velocità in Sicilia, ci sono 4 miliardi pronti per le linee ferroviarie. Io mi fido della gente – ha detto Delrio – . La programmazione deve essere pubblica e partecipata. Non facciamo la lista della spesa con dei titoli. Ogni opera che non è portata a termine è una interruzione di fiducia tra me e voi. Iniziamo la stagione della disciplina, della trasparenza e del fare veramente”.

Squinzi vede le infrastrutture come “progresso di per se perchè portano crescita e sviluppo”. I ritardi apocalittici accumulati sono stati causati anche dalla lentezza nelle autorizzazioni per i cantieri. La legge contro il consumo del suolo Squinzi l’ha definita “devastante”. Bisogna ridare fiducia e dare anche delle soluzioni concrete per realizzare oggi le cose in tempi rapidi. Questa è la grande sfida che il governo ha davanti. Il sindacato in Italia mediamente è un fattore di ritardo, ha fatto tardare tanto l’ammodernamento e l’efficienza complessiva del Paese. Un sindacato moderno deve avere la capacità di rispondere in maniera corretta per non perdere opportunità di lavoro”.

In fine ciò che Delrio ha individuato come grande male del Paese e che rema contro lo sviluppo è la corruzione. “Il Paese ha bisogno di una lotta serratissima contro la corruzione e l’infiltrazione. Questa è la ricetta per far avvenire le cose. Su Mose ed Expo abbiamo combattuto il metodo. Il lavoro lo crea l’impresa non il governo, per questo chiediamo agli imprenditori di continuare ad investire nel Paese. Chiediamo di avere fiducia nello stare in Italia. grazie ad una seria politica ritorneremo quel Paese che investiva.

Squinzi ha chiuso il dibattito con una battuta: “A questo punto non mi resta che chiedere una tessera del PD”.