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“Per ritrovare delle condizioni economiche per la crescita e lo sviluppo, pertanto, e’ necessario anche le cambiare regole che non sono più adatte ai nostri tempi”.

“Il Partito Democratico e lo stesso ministro alle Infrastrutture, Lupi da tempo hanno messo nel mirino la revisione della legge sui porti 84/94. Credo che sia un’assoluta necessita’ riformare la governance”.

Lo ha dichiarato la governatrice del Friuli Venezia Giulia e vicesegretario del PD, Debora Serracchiani intervenendo ad un convegno sulla strategia marina al terminal Livorno 2000.

In questo, la presidente della Regione ha ammesso di trovarsi in piena sintonia con la visione del sottosegretario all’Ambiente, Silvia Velo.

“Noi abbiamo porti straordinari- ha proseguito-, ma perdono competitività quando toccano con mano l’attrazione che hanno, ormai, i porti a noi vicinissimi. Per ritrovare delle condizioni economiche per la crescita e lo sviluppo, pertanto, e’ necessario anche le cambiare regole che non sono più adatte ai nostri tempi”.

I mezzi necessari per raggiungere gli obiettivi sono la “semplificazione” e la “revisione della governance” portuale. Con uno sguardo ad ampio spettro a livello nazionale e dell’Unione Europea: “Serve un piano strategico nazionale che individui gli investimenti e le priorità. Quando l’Europa scelse di partire dai porti come nodo centrale per la costruzione dei grandi corridoi – ha ricordato Serracchiani – chiese all’Italia di fornire gli elenchi dei porti che riteneva strategici. Sapete quanti ne abbiamo dati? 55. Questo e’ accaduto, perchè siamo un Paese che non sceglie e che non capisce quanto sia importante fare delle scelte strategiche, che non possono limitarsi ad uno sguardo locale”.