decreto mezzogiorno
Image licensed by Ingram Image

Dalle zone economiche speciali alla Banca delle terre abbandonate, dalla semplificazione , all’inclusione: sono questi i punti di una strategia per lo sviluppo e la crescita dei territori meridionali che il Decreto Mezzogiorno, firmato ieri dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, rilancia.

Quando abbiamo parlato di crescita a trazione meridionale pensavamo esattamente questo: far crescere il Sud per far crescere il Paese”.

Così la Viceministro allo Sviluppo economico, Teresa Bellanova, dopo la pubblicazione del Decreto Mezzogiorno in Gazzetta Ufficiale.

 

“E’ importante”, prosegue Bellanova in una nota, “comprendere la ratio complessiva del Decreto, che suggella un patto con tutti coloro che hanno voglia, capacità, competenze e passione e soprattutto desiderio di restare nella loro terra.

 

Imprese. Quelle dove sono presenti giovani uomini e giovani donne, quelle che in questi anni ci hanno chiesto semplificazione per poter proseguire e portare a termine investimenti importanti ma anche con quegli investitori che guardano al Mezzogiorno per investimenti strategici, di lunga durata, grazie alla eccezionale competenza e qualità delle generazioni formate nelle nostre università.

 

Lavoro agricolo. Con l’azione della Banca delle terre abbandonate che da oggi diviene una occasione straordinaria per l’agricoltura meridionale e le generazioni giovani che guardano al futuro dell’agricoltura, dell’agroindustria, della terra. Non solo. Recuperare terreni abbandonati e valorizzarli con le attività di una agricoltura sempre più multifunzionale significa recuperare e valorizzare paesaggio, identità, cultura territoriale. Una nuova agricoltura, non quella che abbiamo combattuto con la legge contro il caporalato. Una straordinaria operazione culturale ed economica per produrre nuova e buona occupazione, nuove occasioni, e nuova bellezza”.

*****

“I dati parlano molto chiaro, il Mezzogiorno conferma la ripresa del 2015 e la sviluppa. Anche l’ultimo decreto sul Mezzogiorno – osserva – serve a dare spinta al Sud. La Campania ha avuto una performance molto positiva, questo è dovuto a una serie di fattori di cui il decisivo è la nuova politica meridionalista che abbiamo avviato con il masterplan per il Mezzogiorno e con i Patti per il Sud“.

 

Così Claudio De Vincenti, ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno, a margine dell’evento “Napoli Europea. 100 anni di futuro. Il ruolo di Napoli e del Mezzogiorno nello sviluppo economico e sociale dell’Italia e dell’Europa“, commentando i dati Istat sul Pil .

 

“In particolare – prosegue – qui in Campania abbiamo avviato una politica industriale con i contratti di sviluppo e gli interventi a sostegno dell’industria che sta dando frutti importanti.

 

Insomma la nuova politica meridionalista avviata nei 1000 giorni del governo Renzi e adesso con il governo Gentiloni mostra i suoi frutti. E’ un lavoro che viene dagli ultimi tre anni. E’ così che si ottengono i risultati, così dobbiamo continuare perchè il Mezzogiorno ha bisogno di crescere ancora di più”.

Sono ormai due anni – spiega – che la forbice ha cominciato a ridursi. E’ ancora troppo ampia, c’è ancora troppo da fare, anche l’ultimo decreto Mezzogiorno serve a dare spinta al Mezzogiorno”.

*****

Il decreto Mezzogiorno segna anche un ulteriore e significativo passo del percorso intrapreso da Anci e Viminale per affermare il principio dell’equa distribuzione dell’accoglienza dei migranti, attraverso il sistema Sprar.

Ne parla il sindaco di Bari e presidente dell’Anci, Antonio Decaro, che specifica quanto contenuto nel testo del decreto, che adesso inizierà l’iter per la conversione in legge.

Come avevamo preannunciato nei giorni scorsi, la serrata interlocuzione con il ministero ci ha portati a ottenere che i Comuni che ospitano progetti Sprar riceveranno risorse maggiori rispetto ai Comuni sedi di Cas o Cara. Resta ferma inoltre la clausola di salvaguardia, che metterà al riparo gli enti aderenti allo Sprar dall’invio di ulteriori migranti sui propri territori”.

“I circa 150 milioni per l’accoglienza previsti per il 2018 saranno distribuiti con un contributo di 700 euro per ogni profugo ospitato da Comuni aderenti al progetto Sprar; la cifra scende a 500 euro se invece si tratta di Comuni sedi di Cara o Cas”.

 

De Caro continua: “Abbiamo ottenuto inoltre la deroga per le assunzioni a tempo determinato di personale da impiegare nella gestione dei servizi legati ai progetti Sprar, in modo da assicurarne l’effettiva continuità e garantire l’integrazione”.

 

“I sindaci continueranno a fare la loro parte nella gestione dell’accoglienza, mettendoci la faccia e non tirandosi indietro rispetto alle proprie responsabilità, convinti sempre di più che l’integrazione e la tolleranza passino attraverso una pianificazione attenta e modulata sul territorio dei flussi migratori”.

*****

La Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli illustra il senso delle due misure inserite, su iniziativa del Miur, nel decreto sul reddito di inclusione e nel cosiddetto Decreto Sud, pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale e in vigore da oggi.

“L’istruzione è lo strumento principale per garantire una vera mobilità sociale, per permettere a tutte le ragazze e i ragazzi di emanciparsi e diventare cittadine e cittadini consapevoli, a prescindere da quali siano le condizioni familiari e territoriali di partenza”.