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“Chi ha diviso il campo fa un favore a Salvini. Contro questa destra, io sono per costruire un fronte ampio. Ma col M5S dobbiamo arrivare a un momento di chiarezza: non pretendo che mettano il socialismo nelle loro parole d’ordine, ma la serietà sì. È imprescindibile per proseguire l’alleanza”. A dirlo è il ministro per il Sud e la coesione territoriale, Giuseppe Provenzano, in un’intervista a la Stampa in cui sottolinea: “Se si annuncia la possibilità delle alleanze e poi non le si perseguono, è un problema”.
 

Per noi il Sì è naturale: sono 40 anni che il Pd propone il taglio dei parlamentari

In merito al referendum, “io credo che per noi il Sì sia naturale: sono 40 anni che il centrosinistra propone il taglio dei parlamentari. Pertanto starei molto attento a descrivere gli elettori che voteranno Sì come populisti e antipolitici”, spiega Provenzano. Sulla legge elettorale, “serve un atto politico inequivocabile, da qui al voto: almeno un accordo in Commissione”. “Ho l’impressione che qualcuno nel Pd abbia scambiato il referendum per un congresso anticipato: trovo singolare che ci sia fra quelli del No chi faceva campagna nel 2016 per il Sì con lo slogan ‘tagliamo i politici'”, rileva Provenzano. “La lezione sull’antipolitica da chi ha abolito il finanziamento pubblico ai partiti anche no, grazie. La libertà di coscienza la assicura la Costituzione. Noi siamo un partito, faremo la direzione e decideremo”.

 

La fiscalità di vantaggio promuove il Sud che lavora. Non difendo il Sud così com’è, voglio cambiarlo. E questo serve anche al Nord

Nell’intervista il ministro definisce la fiscalità di vantaggio per il Mezzogiorno “una misura di portata storica”. Quanto alle critiche del presidente di Confindustria Carlo Bonomi, “sono accuse generiche che sfiorano il qualunquismo”.
 
Al contrario di quanto afferma il leader di Confindustria Bonomi, per Provenzano la fiscalità di vantaggio inserita nel dl agosto “mira a promuovere il Sud che produce e lavora. Ho letto sul vostro giornale critiche datate: stavolta la fiscalità non è alternativa agli investimenti nei servizi, nelle infrastrutture. Sono le priorità del Piano Sud e con il Recovery plan le potenziamo. Siamo il primo governo da decenni che prende di petto la questione meridionale”.
 
“Il nord ha patito di più il virus, al Sud l’impatto sociale della crisi è più forte. Io non difendo il Sud così com’è, voglio cambiarlo. E questo serve anche al Nord. Del resto, sono impegnato a ridurre tutti i divari territoriali, anche sulle aree interne, le periferie. E penso di poter contare sull’appoggio dei progressisti del Nord, almeno quelli veri”, conclude.

Fonte: La Stampa