Sintesi dell’intervista a Enrico Letta su La Repubblica

“Ora abbiamo la prova di ciò che ho sempre pensato e che è una delle ragioni fondamentali che mi hanno spinto a tornare e assumere la guida del Partito democratico: dalla pandemia si esce a sinistra”. Così Enrico Letta apre la sua intervista a La Repubblica, analizzando i primi dati del voto tedesco.

 

Continua: “Hanno prevalso i valori di solidarietà, i diritti del lavoro, l’attenzione al sociale e alla riduzione delle diseguaglianze. Il cancelliere sarà Scholz perché è stato capace di strappare alla Cdu l’eredità positiva dell’era Merkel: rimettere la Germania al centro di un progetto europeista forte, che è alla base del Next generation Eu. Scholz è stato bravo a rivendicare una continuità e a presentarsi come il vero erede di Merkel“.

 

“Dal voto tedesco esce un Parlamento all’italiana, una frammentazione che potrebbe portare a trattative di mesi prima di arrivare alla formazione del governo, la Germania esce più fragile. Uno scenario nuovo anche a livello europeo, che apre prospettive interessanti per l’Italia nella costruzione dei nuovi equilibri”.

 

Il Segretario Letta aggiunge: “Il mio impegno è fare come Scholz: progressisti nei valori, radicali nei comportamenti e riformisti nel metodo. Nel nostro programma ci saranno sicuramente riduzione delle tasse sul lavoro, salario di ingresso per i giovani, nuove protezioni per i lavoratori”.

 

Sul fatto di intestarsi l’eredità del Governo Draghi Letta è chiaro: “Il Pd è già il perno politico di questo governo e il garante dei suoi risultati. Stiamo entrando in una fase completamente nuova, la sfida si gioca su diritti civili, questione sociale e sostenibilità ambientale, che sono tre facce della stessa medaglia e il Pd è l’unico che può tenerle insieme. Se la partita è giocata bene, il mio Pd può vincerla”.

 

L’intervista integrale di Stefano Cappellini su La Repubblica