Debora Serracchiani

Sintesi dell’intervista di Giovanni Vitale su La Repubblica.

 

La fase che stiamo attraversando è talmente straordinaria da richiedere, in questo passaggio, il massimo della coesione politica, serietà e responsabilità. Siamo ancora nel mezzo della pandemia, abbiamo la necessità di accompagnare la ripresa economica, non mancare neanche un colpo sul Pnrr, completare le riforme impostate in Parlamento, penso alla giustizia o alla Pubblica amministrazione. Non possiamo rischiare far saltare tutto per un’impuntatura di Berlusconi. Occorre individuare un nome condiviso, per lo meno dalle forze che sostengono il governo”. Così Debora Serracchiani in una intervista a La Repubblica.

 

Continua: “L’idea che si possa eleggere il capo dello Stato con una maggioranza diversa mi sembra lunare. La lacerazione sarebbe troppo traumatica da poter ricucire. E siccome mi pare che tutti i partiti si siano dati come obiettivo primario la prosecuzione della legislatura e quindi dell’azione di governo, non si può prescindere dall’assetto attuale, o comunque da numeri che siano sufficientemente larghi”.

 

La Capogruppo fa un passaggio sulla Lega: “Credo che la Lega sia in difficoltà. Vuole una candidatura di area, ma sa anche che alcune di queste possono mettere a rischio il risultato. Deve scegliere tra l’interesse del Paese e quello della sua fazione politica”.

 

La Serracchiani conclude: “Serve qualcuno che ci rappresenti tutti, non una parte sola e Draghi va tutelato, non possiamo permetterci di non ritrovarcelo né al Quirinale né a Chigi”.

 

Intervista integrale su La Repubblica.