Sintesi dell’intervista di Alberto Gentili su Il Messaggero.

 

Ci lascia un grande italiano che aveva scelto l’Europa per rafforzare i principi di libertà e solidarietà figli della nostra migliore storia. Trasmetteva la forza gentile dei suoi valori, così evidenti nel suo ultimo messaggio pubblico: la speranza siamo noi che non chiudiamo gli occhi dinanzi a chi ha bisogno”, così esordisce Enzo Amendola nella sua intervista a Il Messaggero.

 

Continua: “l nostri percorsi si sono incrociati grazie alla politica, veniamo da tradizioni politiche differenti e David è la dimostrazione che il Pd non è stato una fusione a freddo, ma è uno spazio comune nato dalla passione di tanti. Con lui, la casa dei democratici italiani in Europa ha realizzato un sogno possibile. Sempre appassionato per il vento della storia, come da ragazzo quando con un piccone colpiva a Berlino il muro della divisione. Ha trasformato il ruolo di presidente del Parlamento da vertice protocollare a reale motore del cambiamento europeo. Il suo europeismo non è mai stato retorico. Per David il processo d’integrazione europea significava emancipazione per i più deboli fuori e dentro i confini europei. Non declamava la speranza, ma la praticava passo dopo passo”.

 

“Il Next Generation porta anche la sua firma. Quando aprì il tema dei debiti europei dovuti al Covid, molti gridarono allo scandalo, ma lui ripeteva sempre che, dopo la nascita dei bond europei, non si poteva tornare al business as usual. Guardava avanti con fiducia e invitava gli altri a fare lo stesso”.

 

Il Sottosegretario chiude: “Senza inutili divisioni ideologiche ha capito prima e meglio di altri che il Next Generation Eu non è solo una grande opportunità per la ripresa economica, ma l’occasione per l’Europa di farsi attore globale. L’Europa arroccata nella sua fortezza è un continente che non ha futuro e rischia dì esser preda di rigurgiti nazionalisti. Se vogliamo rendere onore al lavoro di David in questi anni, affrontiamo questo tema senza paura. Con la speranza di chi non chiude gli occhi”.

 

L’intervista integrale su Il Messaggero.