Paolo Gentiloni, L'Italia si è rimessa in moto. Merito delle famiglie e delle imprese
PAOLO GENTILONI / Ph. Imagoeconomica

Siamo usciti dalla crisi più grave grazie agli italiani

“La verità è che l’Italia si è rimessa in moto dopo la più grave crisi del dopoguerra”.

Così il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni durante la conferenza stampa di fine anno nella Nuova Aula dei Gruppi parlamentari, l’ultima di questa XVII legislatura.

 

La diretta della conferenza stampa di fine anno
 

“Dovevamo evitare interruzioni brusche e traumatiche in un momento molto delicato per l’economia italiana e per la nostra società che stava leccandosi le ferite, stava e riprendendo fiato ed in alcune regioni stava rimettendosi a correre.

Sarebbe stato grave, devastante arrivare a interruzioni traumatiche ed esercizi provvisori”.

 

“Questa legislatura che tutti definiscono travagliata è stata anche fruttuosa: Non dilapidare gli sforzi fatti fino ad ora deve essere il primo impegno della prossima legislatura, sarebbe da irresponsabili non impegnarsi. Siamo all’inizio di questo percorso.

C’è molta strada da fare. Guai a immaginare un futuro di piccolo cabotaggio. Il mio governo era nato un anno fa dopo la sconfitta del referendum, le dimissioni di Renzi e con le difficoltà del Pd, ma non abbiamo tirato a campare”.

 

“Il mondo resta caratterizzato da contraddizioni molto evidenti tra un contesto economico generalmente favorevole, avete visto i dati della Bce, e contemporaneamente un’imprevedibilità geopolitica senza precedenti”. Ha continuato il premier Paolo Gentiloni nella conferenza stampa.

 

La crescita italiana nell’anno passato “ha preso un buon ritmo” e oggi viaggia “al doppio delle previsioni di un anno fa”.

E “il famoso fanalino di coda dell’Europa non siamo più noi”.

 

In Italia c’è una sinistra di governo a disposizione del Paese. E si è visto in questa travagliata legislatura, nel governo Letta, nel governo Renzi ed in quello da me presieduto”.

 

“Nel fronteggiare la crisi delle banche il governo ha evitato le conseguenze di una crisi di sistema, altro che regalare soldi ai mariuoli. Ora vigileremo perché il risanamento prosegua con ritmo necessario ma evitiamo crisi create da regole improvvisate”. Lo ha detto il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, rivendicando il successo dell’Italia nel negoziare con l’Ue le condizioni per i salvataggi.

 

Il deficit dell’Italia è “dimezzato” e l’export è ripartito, collocando il paese fra i cinque maggiori esportatori mondiali.

Lo ha detto il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, rivendicando l’importanza del piano industria 4.0 nell’azione del governo perché “la competitività ha bisogno di un’innovazione tecnologica crescente”

 

“Credo che possiamo rivendicare l’importanza della misura del reddito di inclusione, nel proliferare di promesse più o meno fantasiose. Si tratta di una misura universale e concreta che si rivolge ad una parte consistente anche se non sufficiente delle famiglie in condizioni di povertà“.

 

“Abbiamo recuperato un milione di posti di lavoro perduti, in maggioranza a tempo indeterminato”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, aggiungendo: “C’e’ poco da rallegrarsi, basti pensare ai giovani, al Sud, al tasso di occupazione generale ancora bassissimo, alle donne, al precariato. Tutto questo ci dice quanto bisogna insistere e quanto ci sia poco da scherzare nei prossimi anni”.

 

Gentiloni, ha voluto soffermarsi anche su una “gestione migranti possibile”. “La gestione di questo fenomeno è possibile e l’Italia lo dimostra, con una diminuzione drastica dei morti in mare, perché alla diminuzione di arrivi corrisponde una diminuzione di vittime in mare. In sostanza abbiamo dimostrato che c’è una strada seria che si può percorrere, e continueremo a farlo”, ha sottolineato il premier.

 

“In questo anno è stato fatto un grandissimo lavoro di attuazione di riforme e decisioni fatte dai governi precedenti, in particolare da quello Renzi, che dalla riforma del mercato del lavoro a quella della PA ha messo in atto un dinamismo straordinario lasciandoci in eredità pacchetti di decreti attuativi molto rilevanti”

“L’anno scorso le unioni civili, quest’anno il reato di tortura, la legge sui minori non accompagnati, la legge sulla violenza nelle donne, il biotestamento. Da 16 anni ne sentivo parlare e sono contento di aver fatto parte dei governi che li hanno approvati”

, ha concluso il premier.