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La centralità dell’Italia nel Mediterraneo deve essere «un fattore competitivo chiave» e «i nostri porti sono una ricchezza, non ancora pienamente valorizzata».

Ne parla Paola De Micheli, ministra delle Infrastrutture e Trasporti, facendo il punto sulle partite cruciali della portualità italiana.

 

Gli interventi più importanti per i porti

«La portualità è uno dei capisaldi del piano #Italiaveloce: da Nord a Sud abbiamo previsto investimenti ingenti, pari a 4,8 miliardi, per l’adeguamento infrastrutturale e per l’intermodalità dei nostri scali. Digitalizzazione della logistica, il cosiddetto ultimo miglio, il miglioramento dell’accessibilità marittima, l’efficientamento energetico e ambientale sono le azioni che abbiamo previsto per far compiere un salto di qualità al nostro sistema dei porti».

 

Parlando della situazione infrastrutturale di Genova, la ministra ha sottolineato che «Le azioni condivise dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con il concessionario Autostrade per l’Italia prevedono verifiche più rapide sullo stato di sicurezza delle gallerie, anche attraverso tecniche non invasive, nessuna chiusura dell’A26 e prime aperture a partire dal 3 luglio. A partire dal 3 luglio verranno progressivamente liberate le arterie stradali dai cantieri con l’obiettivo di arrivare al 10 luglio garantendo su tutta la rete viaria ligure due corsie aperte”.

 

Collegare meglio il porto di Genova, attraverso una viabilità alternativa in grado di ridurre l’impatto sulla città, è l’obiettivo del Programma straordinario delle opere stradali che interessano le aree di Sampierdarena e di Pra’-Voltri: un nuovo sistema di gestione dei flussi che cambierà la qualità della vita alle persone.

 

Il rilancio di una delle capitali del Mediterraneo e della sua economia non poggia naturalmente soltanto sulla ricostruzione del Ponte Morandi, ci sono tanti progetti e tante risorse stanziate, voglio ricordare quelle per la realizzazione del ribaltamento a mare del cantiere navale di Sestri.

 

È particolarmente significativa l’imminente ripresa dei lavori del nodo ferroviario di Genova, dopo l’accordo sottoscritto tra RFI e il Consorzio COCIV (general contractor dei lavori del Terzo valico) per un importo di 120 milioni di euro. Con questo intervento si assicura il collegamento di ultimo miglio tra il Terzo valico dei Giovi e il porto di Genova.

 

È stata inoltre contrattualizzata la variante alternativa allo shunt di Novi, che riduce di 7 chilometri la nuova linea: la project review comporta una riduzione di costi e una minore occupazione di suolo».

 

Per quanto riguarda il porto di Livorno

«I progetti che potenzieranno lo scalo toscano procedono. Tra maggio e giugno sono state effettuate alcune simulazioni di manovra per valutare gli aspetti di sicurezza e di navigazione del progetto Darsena Europa. Test positivi dai quali sono arrivate indicazioni importanti per la prosecuzione di un’opera strategica per il porto di Livorno.

Anche i lavori per il microtunnel sono in ripresa nell’arco dell’estate. Proprio in questi giorni, essendo stato assegnato al Mit il fondo infrastrutture, potremo anche completare il finanziamento della Darsena Europa».

 

Situazione a Venezia

“Resta aperto per il porto la questione della crocieristica, cui si somma uno scontro sul bilancio e attorno alla figura del presidente Piero Musolino.

«La crisi causata dall’epidemia ha fermato momentaneamente le crociere ma non il lavoro che abbiamo avviato per una soluzione strutturale allo spostamento delle grandi navi dalla Giudecca. È un progetto che richiede investimenti importanti e che può essere ricompreso in un piano più ambizioso per il potenziamento dello scalo di Marghera. È uno di quei progetti, per portata finanziaria e strategicità, per i quali intercettare le risorse del Recovery Fund. Quanto alla vicenda del bilancio del Porto di Venezia, ho incaricato la competente direzione ministeriale di compiere approfondimenti sulla correttezza dei rilievi del comitato di gestione. Attenderemo l’esito delle verifiche per muoverci».

 

Sul porto di Trieste è invece in corso una querelle riguardo la sentenza di Anac che ha stabilito la decadenza del presidente Zeno D’Agostino. A che punto siamo? «Il ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha seguito con grande attenzione la vicenda di Trieste. Con il conferimento dell’incarico di commissario straordinario a Mario Sommariva abbiamo garantito la continuità all’azione amministrativa dell’Autorità di Sistema Portuale impedendone la paralisi. Ho confermato la mia fiducia nell’operato del presidente Zeno D’Agostino, motivo per il quale il mio ministero, per mezzo dell’Avvocatura generale dello Stato, si è costituito nel giudizio proposto dal presidente a difesa del provvedimento di nomina. È stato presentato inoltre un emendamento, in sede di conversione del DL Rilancio, diretto a meglio definire le cause di incompatibilità tra gli incarichi pubblici e quelli privati».

 

E per quanto riguarda gli investimenti, Porto Vecchio e il nuovo polo dell’ormai ex Ferriera? «Sono stati raggiunti negli ultimi giorni risultati importanti per il futuro del porto: penso alla firma dell’accordo di programma per la Ferriera di Servola e all’intesa con gli ungheresi che verranno ad insediarsi con un grande investimento nell’area Te seco, lo sviluppo di uno degli scali italiani più importanti non si è mai fermato».

 

Sulla visione di sistema sugli interporti. «Gli interporti sono snodi cruciali per la crescita della logistica nella direzione che auspichiamo. Abbiamo pubblicato un bando di 45 milioni di euro di risorse da assegnare fino al 2022 ed entro agosto ci aspettiamo progetti interessanti da selezionare sulla base di rigorosi criteri e finanziare con risorse immediatamente disponibili».

 

L’intervista completa su Il Secolo XIX