“Abbiamo sempre detto che c’era bisogno di tutte le intelligenze possibili in un momento di emergenza così grave: un’unità nazionale sostanziale, anche se non nel governo”. In un’intervista a La Stampa, Graziano Delrio, capogruppo dem alla Camera, spiega il motivo per cui il Pd insiste sulla proposta di un dialogo serrato con Forza Italia, per poi aggiungere: “Perché noi ci crediamo ancora” al fatto, ad esempio, che sia necessario “uno spirito costituente davanti ad una crisi che ha una portata devastante non solo dal punto di vista economico” perché “rischiamo di perdere i sentimenti di coesione nazionale”.

 

“Rischiamo una divisione tra garantiti e non garantiti come ci ha ricordato il presidente della Repubblica. Rischiamo di perdere la solidarieta’ generazionale”, sottolinea Delrio. Secondo il capogruppo dem a Montecitorio, respinge l”idea che si tratti “di un inciucio”, e spiega che “usare questa espressione è soltanto un’operazione propagandistica per offuscare la realà”. E rivolto ai 5 Stelle dice: “No. Il Pd non dà segnali agli alleati. Con gli alleati si discute e il percorso di apertura verso Forza Italia lo abbiamo affrontato con i nostri alleati, non contro. Ma vogliamo segnalare che una sindrome di autosufficienza e di presunzione, in periodi difficili, può essere preludio di scelte sbagliate e di esiti negativi”.

 

“Tra l’altro Salvini non può rimproverare a Forza Italia di fare un inciucio: è stato lui che ha abbandonato il centrodestra per fare il governo ‘giallo-verde’. Stavolta è  tutto alla luce del sole. Forza Italia anche accogliendo sollecitazioni più volte venute dal Colle, si propone con responsabilità: non ha chiesto ‘piaceri’, vuole dare una mano, ha sue proposte. Merita un tavolo della maggioranza molto attento e capace di ascolto”.

 

E sull’ingresso in maggioranza del leader di Forza Italia, chiarisce: “Il presidente Berlusconi ha detto che questa ipotesi non interessa Forza Italia. E nemmeno a noi. Non discutiamo un’ipotesi che non c’è”. Ultimo passaggio sulla legge di Bilancio: “Sarò molto franco – dichiara Delrio – un mese di ritardo nel presentare la legge di bilancio è un fatto senza precedenti. Non esiste che il Parlamento non possa lavorare con scrupolo sulla legge di Bilancio. Il governo ha varato 28 decreti negli ultimi sei mesi e numerosissimi provvedimenti. Ha avuto modo di “parlare”, ma è giusto ricordare che è il Parlamento a rappresentare il popolo. Se il Parlamento non parlasse, vorrebbe dire di fatto che non parla il popolo. Sarebbe gravissimo se il Parlamento non potesse lavorare nel modo migliore. Anche perché stiamo già lavorando in condizioni pessime, condizione che possiamo capire considerando la crisi che siamo vivendo”.