Stefano Esposito
Stefano Esposito (foto Imagoeconomica)

 

«La destra e i 5Stelle sono due facce della stessa medaglia. È la stessa cosa: da un lato i fascisti-fascisti e dall`altro i 5Stelle che si rappresentano come i puri, ma non lo sono affatto. Basta balle». Stefano Esposito, senatore del Pd, è stato  commissario del partito a Ostia dal 2015 al febbraio 2017.

 

Esposito, non esagera a ritenere equivalenti le due candidate nel ballottaggio di Ostia, quella di destra e quella grillina?
«Niente affatto. Virginia Raggi dice ora di non essere interessata ai voti degli Spada. Non può che farmi piacere. Peccato che a poche settimane dal voto per il Campidoglio quando Roberto Spada postava su Facebook il suo appoggio ai 5Stelle e inneggiava a Di Battista, sostenendo che i grillini erano l`unica forza politica pulita, io chiesi a Raggi e al suo Movimento di dire che quei voti non li volevano. La risposta fu il silenzio».

 

Però ora i 5Stelle hanno preso le distanze.
«Dicono che non li vogliono ma in realtà quei voti non li hanno più, dal momento che sono passati a CasaPound».

 

Chi appoggerà il Pd al ballottaggio del 19 novembre?
«Athos De Luca, il candidatodem sconfitto, ha fatto bene a lasciare libertà di voto a chi l’ha sostenuto».

 

Ovvero tutti al mare?
«No, dico un`altra cosa: gli elettori del Pd facciano una loro valutazione».

 

Lei cosa farebbe?

«Se fossi un elettore di Ostia io starei a casa, perché non c`è antimafia né nei 5Stelle, né nella destra. E il Pd deve rafforzarela battaglia contro la criminalità organizzata, contro l`illegalità diffusa del sistema economico di Ostia. Magari evitando di approvare un emendamento che proroga le concessioni balneari da 30a 50 anni in tutta Italia. O almeno si faccia una eccezione per le zone ad alta densità
mafiosa come Ostia».

 

Mdp però al ballottaggio appoggerà la candidata grillina.
«A me non sorprende che il prete De Donno, che è stato il candidato della sinistra, faccia questa scelta. Lo rispetto, ma ricordo che De Donno disse di essere disposto a parlare con tutti, anche con gli Spada. Ma un conto è fare il prete, un altro il politico».

 

Se Pd e Mdp fossero stati insieme, il risultato poteva essere diverso?
«Non credo, non si sta insieme contro ma per qualcosa».

 

L`aggressione di Roberto Spada al cronista Piervincenzi l`ha sorpresa?
«No. Appena commissario, mi resi conto che uno dei più grandi problemi di Ostia era la pervasività, il controllo del territorio della famiglia Spada. Decisi di fare nomi e cognomi. Mi fu risposto che ero amico della giornalista Federica Angeli e che se ne fregavano. Quello che invece mi continua a sorprendere è il fatto che, se non fosse stato per la brutale e bestiale aggressione, nessuno abbia più fatto il nome degli Spada. Tra i politici solo io e Matteo Orfini l`abbiamo fatto».