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Sintesi dell’intervista di Marco Bresolin su La Stampa

 

Con il Covid è stato il momento della solidarietà, oggi è quello dell’autonomia. Soprattutto in campo energetico e in quello della difesa. La crisi non si risolverà nel giro di qualche giorno  e quindi bisogna attrezzarsi per un periodo più lungo”, così Paolo Gentiloni, Commissario EU per l’Economia inizia la sua intervista su La Stampa.

Continua parlando dell’invio delle armi all’Ucraina: “Abbiamo preso una decisione senza precedenti: destinare 500 milioni di euro per fornire armi e altri dispositivi a un Paese aggredito. E lo abbiamo fatto con un consenso unanime. Anche su questo il vertice russo aveva fatto i conti sbagliati. La risposta dell’Ue e degli alleati atlantici è stata molto forte, unita. E l’impatto di questa reazione sull’economia russa è enorme”.

Gentiloni spiega le ripercussioni immediate della guerra: “E’ una crisi drammatica, con conseguenze umanitarie immani. Ma non si risolverà nel giro di qualche giorno. Per ora le conseguenze sul settore bancario sono contenute, mentre il settore energetico potrebbe finire sotto pressione. Per questo bisogna attrezzarsi” e continua “Giovedì la Bce si pronuncerà, le sue decisioni saranno sicuramente sagge e basate sulle evidenze. Bisogna fare i conti con un’inflazione destinata a durare, che deriva da un incremento dei prezzi dell’energia. Per quanto riguarda invece i governi e la Commissione, dico che non è il momento di ridurre il tasso di ambizione. Abbiamo lavorato in vista del vertice di Versailles per quantificare il bisogno di investimenti addizionali: 650 miliardi l’anno solo per la transizione ecologica e digitale, alcune decine di miliardi per quelli nella Difesa. Bisogna trovare un equilibrio per tenere sotto controllo i conti, specie nei paesi ad alto debito, senza intaccare la necessità di investimenti”.

Il Commissario EU annuncia quali saranno le proposte a breve termine in tema di economia: “La nostra proposta sulla riforma del Patto di Stabilità arriverà a giugno-luglio, come previsto. C’è però la crisi del gas: abbiamo un problema legato al prezzo dell’energia che è comune a tutti, ma se si passa da un problema di prezzo a un problema legato alla disponibilità delle forniture, allora l’impatto potrebbe essere asimmetrico, con il rischio di aumentare le differenze tra gli Stati. Per questo stiamo lavorando a riserve, stoccaggi, forniture alternative, senza escludere che a questo si potrebbero aggiungere meccanismi di compensazione finanziati in comune”.

Paolo Gentiloni chiude parlando delle strade da percorrere in campo energetico: “Il problema della dipendenza dal gas russo è ben noto anche se non distribuito equamente tra gli Stati Ue. Per fronteggiarlo ci sono diverse strade. La prima prevede il ricorso a fonti energetiche che nella transizione erano in via d’abbandono, come il carbone. Bisogna poi aumentare le riserve. La diversificazione delle fonti di approvvigionamento è una risposta nel breve periodo, ma la questione della rigassificazione è meno immediata, ci vogliono un paio di anni anche con le piattaforme mobili. È però una strada che si sta valutando. Infine bisogna spingere sulla transizione climatica: nel medio-lungo periodo è l’unico modo per ottenere la vera indipendenza energetica”.

 

L’intervista integrale su La Stampa