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“Non sarò il presidente di Regione che per protagonismo cerca di fare l’ordinanza in più”, e  le nuove misure anti-Covid del governo vanno “nella direzione giusta” per il neo-presidente della Toscana Eugenio Giani. In un’intervista alla Stampa, esprime soddisfazione per il Dpcm, dicendosi “convinto che sia importante in questo momento essere coordinati a livello nazionale. È una fase molto delicata, la gente vuole rassicurazioni e autorevolezza di fronte a provvedimenti che sono da stato di emergenza. È giusto che vi sia un intervento da parte del governo”.

 

“Io ascolto molto i cittadini – afferma -: vogliono uniformità nelle misure e negli interventi. Sento che è il momento, come istituzioni, di dare l’immagine rassicurante dell’armonia fra di noi. Le persone non vogliono conflitti tra istituzioni. Nel passaggio contingente mi sembra che questi provvedimenti siano equilibrati, si prende atto del maggiore contagio ma senza arrivare a conseguenze troppo pesanti per l’economia. Se dobbiamo limitare alcune attività bene, ma dobbiamo anche contemperare le esigenze sanitarie con quelle economiche. Mi pare che le misure vadano in questa direzione. Anche la chiusura dei locali alle 24 è un giusto compromesso rispetto a quello che avevo sentito ipotizzare in modo estremo in questi giorni”.

 

Sulla possibilità di tornare alla didattica a distanza se il governo ridurrà la capienza sul trasporto pubblico il governatore toscano afferma di essere “assolutamente contrario a questo, il rapporto diretto nelle classi è un valore troppo importante. E poi in Italia la copertura digitale non è così scontata in tutte le regioni. Riguardo al Mes, sono convinto che vada assolutamente preso. L’organizzazione del nostro sistema ospedaliero richiede investimenti”.

 

Riguardo a eventuali chiusure locali, “mi auguro proprio di no – afferma – Non possiamo e non dobbiamo vedere l’attuale situazione con gli occhi di marzo-aprile: allora il 20-30% dei casi arrivavano in ospedale in crisi respiratoria, oggi sono spesso asintomatici. E il nostro personale medico ha una maggiore esperienza.

In Toscana la situazione è sufficientemente sotto controllo: è vero che ieri abbiamo avuto quasi 500 contagi, ma non abbiamo le terapie intensive piene, ne abbiamo 40 occupate su 375, che peraltro possono diventare 500 in 48 ore.

Io mi sto preoccupando soprattutto di due aspetti – aggiunge – il primo sono gli anziani, dobbiamo impedire che le Rsa diventino focolai e per questo ho assunto un provvedimento sulle visite dei parenti, anche se capisco che è duro. Secondo, la prevenzione: dobbiamo fare più tamponi, soprattutto nelle scuole dobbiamo poter rispondere subito all’eventuale dubbio del pediatra su un caso sospetto. In generale, l’obiettivo è arrivare ad almeno 17.500 tamponi al giorno, anche con i nuovi test”.