Anna Ascani
ANNA ASCANI - Foto: Carlo Carino / Imagoeconomica

No, non ho capito: cosa sarei io?
Una sacerdotessa renziana.
Ah ah ah!

L’ho letto sul web.
Guardi: sacerdotessa direi proprio di no…

Renziana, però, sì.
E certo! E sa perché? Perché il renzismo non è superato. Anzi, le dico di più: in gran parte dev’essere ancora realizzato.
Nel tempio assediato di Matteo Renzi c’è anche Anna Ascani da Città di Castello, assidua frequentatrice di talk televisivi, a Montecitorio celebre per l’abilità con cui avanza in bilico su tacchi che forse nemmeno la Santanché, dosi di ironia insospettabile- “Come potrei non lasciarmi intervistare, se mia madre è una grande lettrice di Io donna?” eloquio politico non comune, ammirevole fedeltà al capo.
Per alcuni commentatori, Matteo dovrebbe sparire. Io, invece, continuo a pensare a lui come un leader indispensabile per questo Paese.

In realtà, alcuni commentatori dicono: Renzi è diventato antipatico agli elettori del centrosinistra, e la sua sola presenza fa perdere voti al Pd.
Senta: Matteo non può cambiare carattere, di certo non è uno che passa inosservato. Premesso questo, ricordo che s’è dimesso da segretario: cos’altro avrebbe dovuto fare? Dimettersi da Matteo Renzi?

Resta ingombrante, certi suoi atteggiamenti tra supponenza e superficialità paiono ormai incomprensibili, nonostante…
Nonostante?

Abbia portato il partito a un tragico 18 per cento.
Con lui, in privato, ho avuto discussioni anche accese… Poi, sa, per una come me che viene dalla rossa Umbria, prevale la disciplina di partito.

È sempre per disciplina che voi renziani accettate qualsiasi decisione, di solito non vincente, venga presa dalla Boschi, da Lotti e dal cosiddetto “Giglio Magico”?
L’ho detto anche a lui, a Matteo. È stato un errore grande non aver creato una cabina di regia stabile, un luogo dove potersi confrontare e prendere decisioni tutti insieme. Ci avrebbe aiutato molto…

Faccio due cognomi: Gentiloni e Calenda. Lei che dice?
Dico che non è colpa di Matteo se non è ancora emerso un altro grande leader in grado di guidare il Pd.