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Graziano Delrio / Foto: Imagoeconomica

Se c’è una cosa che accomuna maggioranza e opposizione oggi, è la stima e la fiducia nel terzo settore. Oltre al premier Conte, anche il capogruppo del Pd alla Camera Graziano Delrio, e i parlamentari di Leu Roberto Speranza e di Forza Italia Andrea Causin elogiano il ruolo della società civile per curare le ferite e le fratture italiane e fermare la deriva verso l’uomo forte e la fine dei partiti. In un incontro moderato dal giornalista di Avvenire, Marco Girardo, provano a serrare le file con parole nuove, anche di autocritica, sei mesi dopo le elezioni più dirompenti degli ultimi 20 anni.
Per Roberto Speranza «abbiamo pagato un conto molto alto per politiche di fondo errate. Della globalizzazione abbiamo viste solo le rose e non le spine, non ci siamo accorti delle crescita delle disuguaglianze e della precarietà nei ceti popolari». Per Causin, ex aclista, la cifra del cambiamento «è la rabbia per la peggioramento delle condizioni proprie e della famiglia o della propria impresa e la mancanza di protezione».

Ma è il capogruppo del Pd Delrio a mettere i puntini sulle “i” segnando di fatto l’apertura di una nuova fase dell’opposizione parlamentare.
«Nel 2013 la situazione del Paese era drammatica. Un certo tipo di capitalismo ha causato la crisi più grossa dal 1929 e governi come quello americano hanno impiegato centinaia di miliardi per salvare il sistema. Poi sono mancati meccanismi di compensazione. Il Papa ha fatto un discorso molto serio sulla degenerazione della finanza nell’intervista al Sole 24 Ore. Occorre ripensare un modello di sviluppo, oggi la ricchezza è concentrata in poche mani».

Cosa pensa della flat tax?
Non ha senso alleggerire la tassazione individuale sulle fasce più ricche, La flat tax è uno dei più grandi errori commessi ad esempio dagli Usa, che hanno tenuto invariate o aumentate le tasse sui ricchi aumentando così le disuguaglianze e le concentrazioni di ricchezza. Cosa cambia per la nostra economia se uno che guadagna 250mila euro fa una settimana di ferie in più ai Caraibi? Hanno ragione le Acli con le loro proposte interessanti: meglio abbassare le tasse ai poveri, semplificare il fisco, aumentare le detrazioni per le famiglie. E, aggiungo, alleggerire di più le imprese che assumono un giovane o reinvestono gli utili per rendere competitiva l’impresa. Il sistema del lavoro, datori e dipendenti, pagano troppe tasse.

E sulla riforma delle pensioni che propone la maggioranza superando la legge Fornero?
Tema delicato. Facile promettere pensioni a tutti, oggi come in passato. Questo ha portato la spesa pensionistica al 50% della spesa italiana bloccando i giovani. Serve equità verso le nuove generazioni. Ammetto che ci sono state molte distorsioni, ma quando partì andava salvata l’Italia dal baratro. Il nostro governo ha garantito 20 miliardi per salvare chi era stato colpito ingiustamente. Ci sono altri ritocchi da fare, condivido le posizioni delle Acli.

Le fa paura la democrazia diretta?
No. I cittadini sono una grande risorsa, la politica non può averne paura. Però, attenti alle manipolazioni perché ogni cittadino può essere manipolato e oggi questo avviene con i social media. Ed è il populismo a farlo. Penso ai tweet che chiedevano l’impeachment di Mattarella, la metà dei quali venivano da Paesi stranieri. Questi strumenti manipolatori rendono impossibile fare un referendum perché si usano scientificamente bugie per demolire l’avversario. Meglio non credere a chi offre risposte semplici, al populismo preferisco il popolarismo.

Che tipo di opposizione farà il Pd?
Diremo no alle misure sbagliate e sì a quelle corrette. Finora non abbiamo visto granché per il bene degli italiani.