Sintesi dell’intervista di Marco Iasevoli su Avvenire

 

L’assegno unico e universale diventerà la seconda prestazione dell’Inps, dopo le pensioni. Per una famiglia del ceto medio, lo Stato si farà carico del 50% delle spese che un figlio richiede”, così apre la sua intervista il Deputato PD Stefano Lepri.

 

E continua: “Fra un anno, nella manovra i partiti potranno ulteriormente finanziare questa misura unica, chiara e comprensibile da tutti. Si tratta di rivoluzione copernicana: nella manovra oltre ai soldi per il lavoro, per le imprese, per gli enti locali, ora c’è anche un capitolo famiglia”.

 

“Quando si troveranno nuove risorse si dovrà intervenire sul calo del contributo dopo i 15mila euro d’Isee, insomma, il criterio andrà reso meno selettivo, anche per la fascia 18-26 anni, aggiungendo risorse”.

 

Lepri spiega: “Il lavoro da fare è ancora immane. Alla Camera abbiamo approvato il “Family act”, ma capitoli come i congedi parentali e la conciliazione rischiano di essere sottofinanziati. Un cambio di atteggiamento però c’è stato, la consapevolezza è cresciuta anche grazie al lavoro della ministra Bonetti”.

 

“È stata una scelta unanime del Parlamento quella di sostenere in modo diretto i figli con uno strumento che non è più solo legato a condizione lavorativa e fiscale”.

 

Il deputato PD conclude: “Non nascondo che tra i fini c’è quello di dare una spallata importante alla povertà minorile, sia potenziando la quota-figli del Reddito di cittadinanza sia sostenendo famiglie povere o a rischio povertà escluse dal Rdc”.

 

L’intervista integrale su Avvenire