Marianna Madia

Ci sono fake-news che fanno più male di altre. Quelle che riguardano la salute, ad esempio, colpiscono duro, perché provocano rabbia in chi già soffre a causa di una malattia. La fake di oggi arriva da un organo di informazione che riporta la notizia (falsa, appunto) di una riduzione delle tutele per chi è affetto da “gravi patologie che richiedono terapie salvavita”.

Il tema è delicato, ha una forte rilevanza sociale, fra le terapie salvavita, ad esempio, ci sono la emodialisi o la chemioterapia e le statistiche dicono che ogni giorno in Italia circa 1.000 persone ricevono la diagnosi di tumore.

A oggi esiste una speciale tutela che prevede che i giorni nei quali si effettuano le terapie salvavita siano esclusi dal conteggio del periodo di malattia (18 mesi prorogabili di ulteriori 18) che determina una riduzione della retribuzione e, alla scadenza del termine, la risoluzione del contratto.

La “bufala” urla che il governo, nell’atto di indirizzo inviato all’Aran per il rinnovo del contratto di lavoro dei dipendenti pubblici, avrebbe preparato una stretta per chi è affetto da gravi patologie, imponendo un limite al numero dei giorni.

Una bugia vigliacca. E in un comunicato, il Ministero per la Semplificazione è costretto a puntualizzare che questa tutela c’è e continuerà ad esserci. In più, se ne aggiunge un’altra: altro che stretta.

Lo spiega il ministro Marianna Madia: “Non esisteva, fino ad ora, una specifica garanzia per i giorni successivi alla terapia, nei quali una persona è costretta ad assentarsi, poiché sta male a causa degli effetti, ad esempio, della chemioterapia. Noi interveniamo su questo punto: diciamo che deve esistere una garanzia in più; devono esserci dei giorni nei quali è possibile assentarsi a causa degli effetti collaterali di alcune terapie, senza che queste assenze siano conteggiate nel monte massimo di assenze consentito dai contratti, come invece accade oggi”.

Naturalmente, per evitare una estensione illimitata di questa ulteriore garanzia, nell’atto di indirizzo si prevede un limite dei giorni di assenza dovuti ai postumi delle terapie.

Insomma, nell’atto di indirizzo che il Ministero per la Semplificazione ha inviato all’Aran, il limite riguarda solo ed esclusivamente la nuova garanzia (prima non prevista) per i giorni di assenza dovuti agli effetti collaterali delle terapie, e non i giorni di terapia per i quali continua a non esseri limite.