Maurizio Martina

L’obiettivo è riallacciare i fili, rompere quello che molti chiamano l’isolamento del Pd. Domani nella sede del partito si parlerà di pensioni e a farlo ci saranno, oltre al ministro Giuliano Poletti, i segretari di Cgil, Cisl e Uil, compresa Susanna Camusso. Un incontro voluto da Tommaso Nannicini, consigliere di Renzi, ora in segreteria e dal vicesegretario Maurizio Martina. «Vogliamo un confronto sulle scelte da fare», spiega Martina. «Questa tappa è importante: un confronto con il
sindacato sul sistema pensionistico e la sfida delle nuove generazioni. Una tappa del lavoro che porterà alla conferenza programmatica del Pd in autunno».

 

Cercate di voltare pagina dopo gli scontri di questi anni con la Cgil e nonostante Mdp chieda di tornare all’art. 18?

«Vogliamo rilanciare un confronto di merito, come fatto in parte anche con l’ultima legge di stabilità, con tutti i protagonisti della società, con il mondo delle imprese, il terzo settore. Non poniamo nessun veto al confronto delle idee. Abbiamo fatto scelte giuste, difficili ma necessarie. Ora vogliamo discutere delle idee per il futuro. Non credo che il tema sia ripristinare strumenti del passato. Vogliamo prospettare un impegno per i prossimi 5 anni. Non si vince la battaglia contro la destra o i 5 stelle con la logica del “ripristino”. Il Pd è nato per offrire risposte nuove, e sarà sempre più protagonista di un dialogo aperto. Segnalerei anche a quelli che ci criticano l’occasione di misurarsi con questa sfida».

 

Ma il Pd appare più diviso che mai, con Franceschini che critica duramente il segretario. Cosa consiglia a Renzi e Franceschini?

«Non do consigli, mi prendo i miei impegni. Ciascuno deve fare la sua parte. L’indirizzo è quello proposto dal segretario: preparare il progetto per l’Italia del 2020. Su questa traccia vedo le condizioni per un lavoro unitario. Lavoreremo insieme, maggioranza e minoranza Pd. La conferenza programmatica verrà guidata dalla segreteria, ma dovrà vedere protagoniste anche le minoranze. Mettiamo al centro il progetto».

 

Continuano gli addii al Pd. Temete altre scissioni?
«Mi auguro di no, credo di no. Lavoreremo – lavorerò – per un salto di qualità nella condivisione, nello sforzo unitario, nella capacità di essere sempre più squadra plurale. So benissimo che i grandi progetti hanno bisogno di leadership forti, e il Pd è una casa grande dove tutti possono trovare spazio».

 

Pisapia non si candida, Speranza ripete che Mdp è alternativo al Pd. Dialogo chiuso?
«Quando Speranza, per definire Mdp, usa come unico argomento la sua opposizione al Pd, scava un solco. Mi colpisce che spesso in certe dichiarazioni la desta sembra non esistere, c’è solo il Pd da sconfiggere. Per me è un errore enorme. Io comunque ritengo che dovremo confrontarci apertamente con tutti
quelli che sono animati da spirito collaborativo».

 

Ap ora vuole rinviare lo ius soli. Accettate?
«Per noi questa è una legge giusta, necessaria, coerente con i tempi. Siamo al fianco di Gentiloni, lavoreremo con lui anche su questo. Vedremo come evolverà la situazione, ma è chiaro che per il Pd è una legge necessaria e giusta».

 

Al fianco di Gentiloni anche se Mdp vi lascia da soli a votare la legge di bilancio?
«Al fianco di Gentiloni con il massimo impegno e responsabilità. Abbiamo scelte importanti da completare. Saranno gli italiani a giudicare i comportamenti: chi guarda agli interessi generali e chi invece magari si affida solo a qualche calcolo di corto respiro in vista del prossimo voto».