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Sintesi dell’intervento di Antonio Misiani, responsabile economia PD, su Domani

 

L’economia italiana si sta fermando e rischia di entrare in recessione. L’inflazione erode inesorabilmente il potere d’acquisto dei redditi fissi e allarga le disuguaglianze, perché penalizza in proporzione di più le famiglie meno abbienti. La manovra di bilancio del governo Meloni è del tutto inadeguata a rilanciare la crescita e aggraverà ulteriormente la condizione sociale del paese. (…)

I principali incentivi escono indeboliti o cancellati. (…) In campo sociale, al di là di alcune misure apprezzabili ma transitorie, la legge di Bilancio si segnala per il suo elevato tasso di iniquità, in primis in campo fiscale. (…)

Si prosegue nel tunnel della frammentazione del sistema tributario, aggravando la “fuga dall’Irpef” e l’iniquità orizzontale di un fisco in cui ormai la progressività riguarda solo dipendenti e pensionati. (…) Dulcis in fundo, si fa per dire, l’evasione fiscale: il governo Meloni ha scelto la strada dei condoni e delle misure “segnaletiche” di accomodamento verso gli evasori.(…)

La legge di Bilancio inoltre innalza da mille a 5mila euro la soglia per il divieto di uso del contante e disapplica l’obbligo di accettare i pagamenti con carta per cifre inferiori a 60 euro. Due misure senza alcuna motivazione se non di strizzare l’occhio a chi ha bisogno di usare liberamente i contanti ed evitare la tracciabilità dei pagamenti per sfuggire più facilmente al fisco.

Il combinato disposto di queste scelte è disastroso ed è il terreno su cui si misura più concretamente l’iniquità della politica economica della destra. Di fronte a ingiustizie di questa portata, non basterà opporsi in parlamento.

È necessario mobilitarsi nel paese, promuovendo un ampio movimento di opinione pubblica che contrasti apertamente il progetto fiscale della destra e si faccia portatore della difesa del valore costituzionale della progressività e della battaglia per un fisco più giusto, più semplice e più leggero per chi lavora e chi fa impresa.

È innanzitutto su questi temi che il Pd manifesterà a Roma sabato 17 dicembre. Ed è su questo terreno che si misurerà la capacità dell’opposizione di ritrovare unità di intenti e costruire insieme una credibile alternativa di governo alla destra di Giorgia Meloni.

Intervento integrale su Domani