Sintesi dell’intervista di Francesco Bei su La Repubblica

 

Ho fatto i complimenti ad Enrico, perché ha accettato di prendere la conduzione di un treno in corsa e in un momento molto difficile. Il risultato di oggi, in larga parte, è merito suo. Il risultato al di sopra delle aspettative attesta una tendenza di carattere generale che premia il centrosinistra da Varese a Cosenza”. Così Andrea Orlando, ministro del Lavoro, in una intervista a La Repubblica e continua: “E’ stata premiata la linea inclusiva, di alleanze larghe, promossa dal Pd”.

 

Orlando analizza il risultato della destra: “Hanno pagato di aver tenuto un atteggiamento ambiguo sulla questione del contrasto al virus. La larga maggioranza degli italiani, anche gli elettori del centrodestra, non ha apprezzato l’inseguimento delle frange No Vax e l’aver cavalcato l’insofferenza per le regole utili a contrastare la pandemia. Inoltre balza agli occhi che chi ha sostenuto il governo in maniera più leale è stato premiato, chi ha tenuto un piede dentro e uno fuori è stato punito. E questo risultato dovrebbe rafforzare il governo Draghi”.

 

Sull’astensione il ministro continua: “L’astensionismo riguarda soprattutto le periferie, si è rotto un rapporto tra elettorato popolare, periferie e centrodestra. Che non significa, attenzione, ancora un passaggio al centrosinistra. Ma quel blocco che aveva premiato la destra populista si è incrinato, è un dato su cui dobbiamo investire”.

 

“Il Pd deve caratterizzarsi sempre di più come una forza che si fa carico del tema delle disuguaglianze, dobbiamo farlo tutti insieme e il Pd deve fare la sua parte cercando di dare un segno riformista a una battaglia che spesso è stata interpretata in maniera populista. Ma il punto di partenza è concentrarsi sui temi che la pandemia ha rimesso al centro dell’attenzione: sanità, scuola, casa, lavoro, salari, il Welfare. Dobbiamo elaborare anche una critica al nostro modello di sviluppo e al nostro assetto sociale”.

 

Orlando chiude: “Il centrosinistra se vuole vincere non può fare a meno di nessuno. La ricerca dell’inclusione deve essere massima, ma non si possono esercitare veti. Come accade a Bruxelles, c’è spazio per un’interlocuzione tra il centrosinistra e le forze che si riconoscono nel Ppe, lavorare ad un processo di riforme che prosegua l’esperienza del Next Generation Eu”.

 

L’intervista integrale su La Repubblica