Senatrice Pinotti, queste task force governative brillano per la quasi totale assenza di donne…

«Già, anche quelle i cui membri vengono scelti per le funzioni che hanno, e quindi dovremmo chiederci perché in Italia le donne nei posti apicali non ci sono mai».

Alcune nomine dipendono però dalla politica.

«Dopo un cambiamento molto importante deciso dal Parlamento con la legge “Golfo-Mosca” che prevede che nei cda delle aziende quotate ci sia una certa “quota rosa”, il numero delle donne presenti in questi cda è aumentato di sette volte. E tutti gli studi dimostrano che più donne nei cda corrispondono a migliori performance aziendali. Quindi non solo è giusto ma è anche conveniente. Perciò ti immagineresti che essendo quelle delle task force nomine della politica, quindi di chi si è occupato di fare quella legge, ci sia un’attenzione all’equilibrio di genere. Visto che così non è, io penso che sia importante normarlo per legge. E quindi far si che anche nelle nomine che vengono fatte dalla presidenza del consiglio e dai ministeri ci sia una presenza delle donne di almeno il 4o per cento. Nessuno è innamorato delle quote ma è evidente che sono necessarie».

Le scuole resteranno chiuse e le donne dovranno occuparsi di figli e lavoro.

«Questa è una battaglia culturale da fare in questo paese. Cominciamo, noi per prime, a non dare per scontato che certi compiti spettino solo alle donne. I figli si fanno in due e immaginare che il lavoro di cura sia soltanto delle donne è sbagliato. Non diciamo più che le donne devono tenere insieme casa e lavoro: la cura degli anziani e dei figli deve essere condivisa. Ancora oggi se vediamo il tempo dedicato ai lavori di casa l’Italia è tra le nazioni europee dove è più alto il gap tra uomo e donna».

Paola Severino sul Corriere dice che alle donne interessa il merito mentre agli uomini interessa il potere.

«Severino ha ragione: effettivamente le donne sono innamorate del merito, però il messaggio che io vorrei dare è che il potere ti consente di dare più spazio al merito, quindi non bisogna ritrarsi o avere paura e lasciare sempre lo spazio agli uomini. Vorrei dire alle donne, alle ragazze, di non farsi indietro quando c’è da combattere per dei ruoli apicali».

Lei è stata ministra della Difesa, un settore «maschile».

«Già, prima di me non c’erano mai state donne ministre della Difesa in Italia. È un mondo ancora tutto maschile nei ruoli apicali. All’inizio erano tutti con il fiato sospeso, ma io ero arrivata lì dopo anni che mi occupavo della materia ed ero stata presidente della commissione Difesa. Dopo poco nessuno ha avuto problemi. Anzi devo dire che ho riscontrato una reattività più disponibile al cambiamento nel mondo militare che in quello politico».